Come si realizza un video per un evento?

Matrimonio, convegno, street-food, party, galà, non importa quali eventi tu debba riprendere. Ciò che ti servirà per farlo al meglio è scritto in questo articolo.

Attrezzature per fare il video di un evento

Se devi riprendere un evento significa che dovrai presentarti un determinato giorno ( o più giorni) ad una determinata ora e che non potrai staccare finché l’evento non è finito.

Questo significa che non devi dimenticare NULLA.

In questo articolo ti parlerò di tutto ciò che i videomaker usano per realizzare video ad un evento.

Non tutti usiamo tutto ciò che troverai qui riportato, questo perché ognuno ha il proprio stile ed il proprio modo di lavorare (ed è per questo che viene chiamato da determinati clienti piuttosto che da altri).

Sentiti quindi libero di prendere i paragrafi che seguono come generale elenco di ingredienti che un cuoco dovrebbe avere in cucina fra cui scegliere per realizzare ogni volta una ricetta diversa.

Se devi realizzare una diretta streaming ti dico subito che questo non è l’articolo adatto a te, ma posso provvedere a scriverne uno apposito se me lo chiederai.

Stesso discorso se devi realizzare un video PRE-evento, cioè che pubblicizzi l’evento qualche tempo prima del suo svolgimento.

Ora che abbiamo chiarito questi piccoli ma fondamentali concetti, facciamo un rapido elenco di ciò che ti serve per realizzare un video e andiamo poi ad analizzare ogni singolo punto:

  • Reflex, mirrorless, videocamera
  • Ottiche
  • Luci
  • Cavalletto, monopiede, mano libera
  • Stabilizzatori e slider
  • Microfoni

Videocamere luci e monitor per video

Pronto?

Reflex, Mirrorless, Videocamera

Sono sicuro che almeno una volta in vita tua hai già sentito questi termini e hai probabilmente un’idea di ciò che significano.

Per evitare ogni tipo di dubbio andiamo ad analizzare cosa sono e quali sono i modelli attualmente più utilizzati.

Reflex

reflex

Una reflex è, di fatto, una macchina fotografica.

Reflex è il termine che identifica tutte le macchine fotografiche che, di fronte al sensore, hanno uno specchio di riflessione (da cui deriva il termine).

Possono essere digitali o analogiche. Possono avere un’ottica fissa o un’ottica intercambiabile (di questo ne parliamo nel paragrafo Ottiche).

La rivoluzione nel mondo del video inizia con lei: Canon EOS 5D Mark II.

Il 17 settembre del 2008 Canon rivoluziona il mondo intero. Praticamente porta sul mercato la prima videocamera semi-professionale economica.

Stiamo parlando di un oggetto che al tempo sfiorava i 3.000 €.  E lo chiamo economico? Sì.

Nel 2008 la videocamera ad ottiche intercambiabili in grado di riprendere in FullHD più economica costava almeno il doppio.

Ad oggi una reflex di buon livello si aggira sempre tra i 2.500 ed i 3.000 € a corpo macchina (ovvero senza ottiche).

Sappi che è questa la data in cui è nato il mestiere del videomaker. Pensaci, sono gli stessi anni in cui stavano iniziando a farsi conoscere Facebook e YouTube.

I video stavano cominciando ad essere il mezzo più fruito e più gradito sul web. Nascevano i primi youtuber. Nasceva il presente.

Ad oggi la serie EOS di Canon, quindi tutte le evoluzioni della Mark II e simili, è ancora fortemente presente fra moltissimi videomaker per vari motivi: evitare di cambiare il parco ottiche, la resa dei colori, l’autofocus, la ‘pasta’ (ovvero la resa visiva finale delle immagini girate con sensori Canon), affetto, riconoscimento del marchio e vari altri motivi condivisibili o meno.

Mirrorless

mirrorless

L’arrivo delle mirrorless sul mercato fu un pochino più travagliato e non c’è una data precisa a cui fare riferimento.

Possiamo dire che il primo modello risale al 2004 e che la vera entrata sul mercato competitivo si aggira intorno al 2011/2012.

Il termine, come avrai già intuito, identifica un tipo di fotocamera senza specchio di riflessione. Cosa comporta questo?

Le mirrorless sono decisamente più leggere e più compatte di una reflex.

A chi per mestiere utilizza tutti i giorni questi strumenti ti garantisco che qualche centinaio di grammi in meno non sono pochi.

Il trasporto è più agevole. Nello zaino ci sta più roba (ad esempio un’ottica in più). Se viaggi spesso in aereo ti è più facile rientrare nei limiti di peso del bagaglio a mano.

Non esiste una vera competizione qualitativa fra le due tipologie di macchine. Ognuno deve scegliere ciò che ritiene più adatto alle sue esigenze.

Ad esempio un videomaker che realizza molte inquadrature ‘a mano’ potrebbe preferire una camera più grossa e pesante perché più stabile o una camera più piccola e leggera perché a fine giornata non sente la fatica sulle braccia o perché l’azione combinata del sensore stabilizzato più ottica stabilizzata lo soddisfa appieno.

Una delle fotocamere di maggior successo in questa fascia è sicuramente stata la Sony Alpha 7S (ILCE α7s) e la sua evoluzione Sony Alpha 7S2 (ILCE α7s2).

Il suo successo non è legato principalmente alla caratteristica dell’assenza di specchio quanto più all’escursione ISO (ma questo aprirebbe un discorso fin troppo tecnico).

Anche questi modelli si aggirano intorno ai 2.500 e i 3.000 € a corpo macchina.

Oggi i modelli di riferimento sono sicuramente la Sony Alpha 7S2, la Sony Alpha 7r3 e la Panasonic GH5

Videocamere

Videocamera Sony Fs7

Eccoci al momento più bello di questo articolo. La scoperta delle videocamere.

Te lo dico già, ne esistono una quantità spropositata, con fasce di prezzo che vanno dai 5.000 € ai 100.000 €. Non sto scherzando, dai un’occhiata con i tuoi stessi occhi.

Ovviamente eviteremo di considerare le videocamere di fascia troppo alta perché, ovviamente, sono realizzate per un campo specifico: il cinema di grande distribuzione.

Posso comunque parlarti tranquillamente di videocamere come la Sony FS7  o la Canon C300  che, sicuramente non costano poco, ma permettono a professionisti della mia fascia di potersi permettere di acquistarla e di lavorarci quotidianamente.

Chiunque, in realtà, può permettersi questo tipo di attrezzatura se il video è la sua passione, il suo hobby da coltivare, o simili. Ci sono hobby che fanno spendere cifre molto simili, come ad esempio i go-kart, il motociclismo, l’aeromodellismo, l’immersione subacquea e così via.

Ottiche

Obiettivi e ottiche planar zeiss

Farò un piccolo paragone forse un po’ azzardato ma, essendo appassionato di motociclismo e avendo realizzato video per la Formula 4, non posso non considerare la scelta delle ottiche come la scelta delle gomme.

Se sei poco avvezzo al mondo dei motori ti basterà sapere che per ogni circuito in cui un pilota corre una gara sceglierà un particolare tipo di gomma adatto a quel tipo di asfalto, temperatura, condizione atmosferica e via discorrendo.

Ne consegue che il corpo macchina che hai scelto è paragonabile alla motocicletta o all’auto da corsa (motore, telaio, alettoni, …).

In definitiva, tutta la potenza che hai fra le mani, che sia di una reflex, una mirrorless o una videocamera, deve essere in qualche modo incanalata.

Arriviamo quindi finalmente a parlare di queste benedette ottiche.

Possiamo dividerle in due categorie principali:

  • fisse
  • mobili (o zoom)

La differenza che salta subito all’occhio è che le prime hanno una lunghezza focale prestabilita, mentre le seconde hanno una lunghezza focale variabile.

Questo porta a varie considerazioni.

Le ottiche fisse sono più luminose: contengono meno vetri e hanno un valore minimo di diaframma non variabile.

Utilizzare ottiche di questo tipo ci permette quindi di realizzare immagini più pulite, più definite, più incise.

Se vuoi adottarle per riprendere un evento tieni presente queste cose:

  • cambiare ottica costa tempo, potresti perdere l’attimo che dovevi riprendere (ad esempio il dettaglio dell’anello infilato al dito se stai riprendendo un matrimonio)
  • avvicinarti o allontanarti da un soggetto per stringere o allargare l’inquadratura ti costerà tempo e non sempre ti sarà possibile farlo (passare continuamente davanti al pubblico durante un convegno per fare primi piani al relatore potrebbe infastidire qualcuno)
  • Dovrai sempre portarti dietro lo zaino con le ottiche per poterle cambiare velocemente oppure avere più corpi macchina ognuno con un’ottica differente (questo lo fanno molto spesso i fotografi)

Le ottiche a lunghezza focale variabile soffrono (non tutti i modelli) di variabilità del diaframma in base alla lunghezza focale.

Questo le rende delle ottiche meno luminose, quindi meno adatte a situazioni con scarsa luminosità o con corpi macchina che non reggono gli alti ISO.

Se utilizzerai delle ottiche mobili dovrai ricordarti che:

  • sono meno luminose delle fisse
  • se devi passare velocemente da un’inquadratura larga ad una stretta sono molto comode, ti basta ruotare l’ottica
  • con una sola ottica (ad esempio 24-240mm Sony) riesci tranquillamente a coprire tutto quello che succede ad un evento

Come avrai potuto capire io sono per la squadra dell’ottica zoom. Questa scelta però è basata sulla mia personale esperienza, sulle mie esigenze e sulle mie comodità.

Tu sei liberissimo di intraprendere una scelta completamente diversa dalla mia.

Per altri lavori che faccio, come ad esempio documentari o web-serie o spot aziendali, la scelta delle ottiche varia di volta in volta e spesso ricade su quelle fisse.

Tieni presente che esistono varie serie di lenti e varie marche. Esistono ottiche fotografiche e ottiche cinematografiche.

Gli esempi di cui ti ho parlato qui sopra si riferiscono solo ed esclusivamente ad ottiche di tipo fotografico utilizzate con reflex o mirrorless.

Parlare di ottiche cinematografiche per riprendere un evento ha poco senso, sono state progettate e costruite per essere utilizzate in ben altri contesti.

Arrivati a questo punto in teoria dovresti già avere tutte le informazioni necessarie per l’attrezzatura minima che serve per riprendere un evento.

Tieni conto che io per riprendere la Maratona di Milano uso una Sony Alpha7s2 e un 24-240mm. Nient’altro.

Poniamo però, per esempio, che tu non debba correre in giro per Milano tutto il giorno faticando come una bestia e sei fortunatamente all’interno di una bella sala conferenze di un hotel di lusso con l’aria condizionata.

In questo caso immagino si terrà una conferenza e quindi ci saranno dei relatori su un palco.

Vuoi non approfittare di questa fortuna? Io, come si suol dire, una ‘botta di luce’ gliela darei.

Luci

Pannelo luce led per video

Non in tutti i casi e non in tutti gli eventi ti sarà possibile posizionare delle luci.

Come accennato prima, però, potrebbe capitare qualche occasione da sfruttare per provare il tuo nuovo pannello led ‘dimmerabile’ con ‘temperatura colore variabile’.

Ho parlato troppo ‘tecnichese’, lo so. Andiamo con ordine.

Per gli eventi ti consiglio vivamente di portare meno roba possibile e che sia più leggera possibile.

Anche l’assistente possibilmente deve essere piccolo e magro così puoi infilarlo senza problemi fra lo zaino delle ottiche ed il case dello stabilizzatore (tu ridi, ma quando ho iniziato come assistente ero piccolo e magro).

Data questa premessa parleremo quindi solo di luci piccole e leggere: i pannelli led.

I vantaggi di queste luci sono molti:

  • sono a batteria
  • sono ‘dimmerabili’
  • esistono modelli a temperatura colore variabile
  • sono leggeri
  • sono poco ingombranti

Prova a dare un’occhiata ai prodotti Lupo, che oltre ad essere di alta qualità sono pure Made in Italy (per me è sempre un valore aggiunto).

Come possono esserti utili? Se i relatori sono seduti e stanno proiettando slide è molto probabile che lo schermo si trovi alle loro spalle e che quindi risultino in controluce.

Se proverai ad inquadrarli avrai 3 opzioni:

  • sforzare il sensore per vedere almeno le linee del viso (di conseguenza brutta ripresa e pure di bassa qualità)
  • tenere il viso sottoesposto e sperare che lo spettatore intuisca chi è il relatore in base alla camicia (buona qualità d’immagine ma ripresa inutile)
  • illuminarlo con un pannello led (buona qualità d’immagine, soggetto riconoscibile)

Grazie al ‘dimmer‘ (regolatore di intensità luminosa) e alla ‘temperatura colore variabile‘ (a breve uscirà un mio articolo dedicato alla temperatura colore, non perdertelo) sarai nelle condizioni ottimali per fare delle buone riprese ai relatori senza interferire con l’evento.

Mano libera, treppiede, monopiede e spallaccio

Cavalletto, monopiede o a mano libera? Cosa scegliere? Quale è meglio?

Come sempre la risposta è: dipende da te (e dall’evento).

Mano libera

Io personalmente mi trovo benissimo a mano libera. Tutti gli eventi che riprendo sono a mano libera.

Per fare riprese di questo tipo, però, non basta avere una mano ferma. La scelta è dettata anche dalle potenzialità della mia strumentazione.

Il sensore del mio corpo macchina (una Sony Alpha7s2) è stabilizzato, stessa cosa vale per l’ottica (Sony 24-240mm).

Queste sono caratteristiche tecniche essenziali da tenere in considerazione se decidi di riprendere a mano libera. Non fa male avere anche qualche competenza di stabilizzazione in post-produzione con software di montaggio o, meglio ancora, di VFX (Visual Effects).

La tecnica della ripresa a mano libera può essere utile anche nei casi in cui ti devi spostare molto e molto in fretta all’interno dello spazio in cui sta avvenendo l’evento che devi riprendere.

CONSIGLIO

Quando fai riprese a mano ti consiglio di tenere le gambe larghe, stringere bene il corpo macchina con una mano e afferrare l’obiettivo con l’altra, poggiare il gomito della mano che stringe lo strumento sull’anca corrispondente (ad esempio se tenete il corpo macchina con la mano destra, poggiate il gomito destro sull’anca destra) e, prima di premere ‘REC’, inspirate e trattenete il respiro fino a che non avete finito la ripresa.

Treppiede

Treppiede

Tecnica completamente opposta è quella del treppiede.

In questo caso la macchina sarà ben piazzata e l’inquadratura (a meno che non si verifichi un terremoto) sarà sicuramente stabile.

Una volta trovato un buon punto in cui piazzarti potrai sbizzarrirti con panoramiche, ‘zoomate’ e cambi di fuoco.

Tieni presente che spostarsi con una macchina montata su treppiede non è molto agevole.

CONSIGLIO

Non perdere mai la piastra del treppiede. Senza piastra il cavalletto è inutile. Portati sempre dietro una moneta o, meglio ancora, una di quelle finte monete in metallo che servono a prendere il carrello al supermercato: sono utilissime per avvitare e svitare la vite della piastra al corpo macchina.

Monopiede e spallaccio

Videomaker con spallaccio Canon e microfono

Delle possibili vie di mezzo sono mono-piede e spallaccio.

Il mono-piede è un’asta con un piede singolo e una testata con piastra che permette di muoversi più agevolmente rispetto ad un cavalletto piazzato ma conserva la possibilità di poggiare la macchina su un oggetto più stabile delle tue braccia.

Lo spallaccio invece è costituito da una serie di tubi leggeri collegati ad una spallina a cui è possibile applicare una piastra con avvitata una camera.

Non è un sostituto dello stabilizzatore. Non è molto consigliato per riprendere mentre si cammina. Può essere utile per realizzare delle panoramiche o per non esagerare troppo l’effetto del ‘camera a mano’, tipico ad esempio di documentari o di film come ‘The Wrestler’.

Stabilizzatori e slider

Se vuoi portare le tue riprese per eventi ad un livello ancora più alto allora sono sicuro che qui sotto potrai trovare molti spunti interessanti.

Ormai hai fatto molti eventi. Hai sperimentato la camera a mano libera e il cavalletto. Hai montato un bel video a ritmo di una musica incalzante.

Il tuo lavoro piace a tutti, ma senti che manca qualcosa.

Hai fatto degli esperimenti, hai provato a seguire delle persone che camminano ma hai notato che stabilizzare questo tipo di movimento è davvero lungo e complesso.

Hai cercato di ‘svelare’ la sala conferenze sbucando da dietro una parete ma il movimento non è mai abbastanza fluido e regolare.

Andiamo a scoprire cosa sono e a cosa servono gli slider e gli stabilizzatori.

Slider

Slider con videocamera Sony

Uno slider è uno strumento tanto semplice da ideare quanto difficile da usare al meglio.

In commercio ce ne sono un’infinità e il prezzo varia in base alla lunghezza, alla testata, alla possibilità di motorizzarlo e vari altri fattori.

Il concetto generale è uno solo: un binario a scorrimento su cui far scorrere in maniera fluida il tuo corpo macchina.

Viene montato su due stativi alle estremità, il corpo macchina montato tramite piastra alla testata fluida e il gioco è fatto.

Ora puoi posizionarlo in tutti i modi che ti vengono in mente e sperimentare tutti gli scorrimenti orizzontali e diagonali che vuoi.

Stabilizzatori

Stabilizzatore Gimbal DJI Ronin con Canon

Questo è indubbiamente il mio strumento preferito. Di cosa stiamo parlando esattamente?

Uno stabilizzatore è uno strumento che, idealmente, permette di bilanciare la camera su tutti gli assi di movimento.

Gli assi di movimento sono i classi X,Y e Z. Per una videocamera si possono tradurre con: pan, tilt e roll.

Pan è l’abbreviazione di panoramic (panoramica), quindi un movimento destra/sinistra.

Tilt si potrebbe tradurre come inclinazione e definisce i movimenti verso l’alto e verso il basso.

Roll, l’equivalente di rollio, regola la rotazione della videocamera.

Per capirci meglio prendiamo per ipotesi una camera fissa su cavalletto.

Una panoramica è definita tale quando il piano dell’orizzonte rimane sempre nella stessa posizione e la camera gira verso destra o sinistra (come se giraste la vostra testa a destra e a sinistra prima di attraversare la strada).

Un tilt avviene quando il piano dell’orizzonte non subisce rotazione ma si sposta verso l’alto o verso il basso (come quando dal guardare il marciapiede alzate lo sguardo per fissare il cielo).

Un rollio determina un’inclinazione del piano dell’orizzonte (come quando inclinate la testa per cercare di scorgere qualcosa oltre una parete).

Lo stabilizzatore per videocamere più famoso e funzionale al mondo è lo Steadicam (le origini di questo strumento non sono ben definite. Indubbiamente l’utilizzo più conosciuto è la famosa scena del bambino in Shining, di Stanley Kubrik).

Agli eventi (per quanto abbia fatto un tentativo di utilizzo) non è uno strumento particolarmente agevole. Ci vuole tempo per montarlo, tempo per indossarlo ed è molto ingombrante.

Fortunatamente qualche anno fa sono arrivati sul mercato semi-professionistico i ‘gimbalcam‘.

Fra i modelli più conosciuti rientra sicuramente il Ronin della DJI (che è proprio quello che uso io).

Ci sono un’infinita quantità di modelli e marche che vendono prodotti di questo tipo.

Lascio a te la scelta di ciò che ti è più comodo.

Le caratteristiche principali che devi considerare quando vuoi acquistare ed utilizzare uno strumento del genere ad un evento sono:

  • la comodità di realizzare una camminata facile da stabilizzare in post (o addirittura senza stabilizzarla in post).
  • la velocità e facilità di montaggio di molti modelli
  • leggerezza
  • ingombro
  • non necessitano di imbragatura

Microfoni

Videomic microfono videocamera canon rode

Non sempre ad un evento ti serviranno. Di solito nel video finale coprirai e monterai il tutto a ritmo con una musichetta presa in stock.

Ma se per caso fosse interessante sentire gli applausi del pubblico?

Uno stralcio dell’introduzione. Il nome di un ospite annunciato e acclamato dal pubblico. Lo sparo iniziale di una maratona.

Insomma, possono esserci vari casi in cui un microfono esterno può essere utile.

Non affidarti al microfono interno della tua videocamera. Non sempre otterrai grandi risultati.

Ci sono vari modelli in commercio. Fra i più utilizzati c’è sicuramente il Rode VideoMic Go.

Droni

Drone video DJI mavic

Da non sottovalutare, ultimamente, è la presenza di riprese fatte con un drone all’interno di vari video.

Sono indubbiamente immagini suggestive e di impatto, in special modo se l’evento è organizzato in una location particolare.

Anche qui i modelli in commercio sono svariati e la scelta è ampia.

La già citata DJI è sicuramente la marca più riconosciuta in questo settore.

Tieni bene presente la normativa quando pensi di utilizzare un drone ad un evento.


Bene, a questo punto hai preparato tutto il necessario per video riprendere al meglio un evento.

Ti ringrazio per essere arrivato fino alla fine di questo articolo.

Se vuoi approfondire uno di questi argomenti basta richiedermelo con un commento e provvederò a scrivere un articolo apposta.

Come ultimo favore ti chiedo di mettere un like e condividere.

Ci vediamo al prossimo articolo!