Vuoi provare un’esperienza enogastronomica diversa dal solito? La cena al buio, chiamata anche cena sensoriale, ti permette di vivere un momento conviviale particolare, in cui la vista viene annullata e si intensificano tutti gli altri sensi.

È un’attività che si sta ampiamente diffondendo in tutt’Italia, adatta a coppie, gruppi di amici, parenti e colleghi, chiunque desideri vivere qualcosa di originale e insolito.

In quest’articolo ti parlerò di:

  • Come funziona la cena al buio
  • I 4 sensi che si sviluppano: tatto, gusto, olfatto, udito
  • Dove puoi vivere questa esperienza

Iniziamo!

Come funziona la cena al buio?

cena al buio calici

Parto con il dire che ci sono due tipologie diverse ma simili di cene al buio.

La prima e più comune riguarda cene al buio enogastronomiche in cui i commensali vengono guidati nell’oscurità da camerieri ciechi e ipovedenti.

Si tratta di un’occasione per conoscere e capire la disabilità visiva e la quotidianità di una persona non vedente, sensibilizzando chi vede sulle problematiche che i disabili visivi si trovano ad affrontare. Durante la cena potrai quindi confrontarti con i camerieri e farti guidare da loro.

La seconda tipologia elimina anch’essa la vista: si tratta di un’esperienza enogastronomica da fare con il partner, con un gruppo di amici o di colleghi, per vivere la cena attraverso gli altri sensi amplificando soprattutto il tatto e il gusto.

La cena al buio può essere un’ottima occasione di team building per rafforzare i rapporti e la fiducia “cieca” tra colleghi. Infatti è importante che sul luogo di lavoro ci si fidi l’un dell’altro e annullare il senso della vista permette anche di aprirsi e raccontarsi senza troppi freni.

A proposito, un’altra esperienza particolare per una cena aziendale è la cena al contrario: il pasto parte dal fondo, dall’ammazzacaffè, fino al buffet. Ma torniamo alla nostra cena.

Nelle cene al buio il clima è ludico e conviviale e gli scopi di quest’attività sono principalmente due:

  • avvicinare le persone vedenti al mondo della cecità;
  • permettere a ogni partecipante di instaurare un dialogo più costruttivo con se stessi e gli altri e stimolare le emozioni più profonde e intense.

Il divertimento nella cena consiste nel riuscire a indovinare tutti gli ingredienti utilizzati nelle pietanze senza la vista, verificando in un secondo momento se le nostre papille gustative sono capaci di riconoscere i sapori dei vari cibi.

Niente più dal cibo ha potere evocativo: cogliendo solo odore e consistenza delle varie portate potrai riportare alla mente ricordi lontani, legati a momenti dell’infanzia e ad aromi tipici di momenti piacevoli e indimenticabili.

Cena al buio attraverso gli altri sensi

Nella cena al buio o cena sensoriale si mette da parte tutto l’aspetto verbale ed estetico a cui spesso diamo tanta – a volte troppa – importanza. Anche quando interagiamo con gli altri, la vista crea un pregiudizio, senza lasciarci liberi di conoscere le persone per quello che sono davvero.

Privandoci della vista impariamo a vedere dentro di noi e impariamo ad affidarci agli altri sensi, che ne risultano potenziati.

Inoltre riduciamo e quasi annulliamo le nostre aspettative sul cibo, poiché non valutiamo a primo sguardo la qualità e l’appetibilità delle pietanze.

Vediamo come entrano in gioco gli altri 4 sensi – tatto, olfatto, gusto, udito – durante una cena senza l’uso della vista.

1. Tatto

aperitivo con finger food

Il tatto è il primo senso che entra in gioco quando non c’è la vista. Ci permette di mappare il territorio e trovare dei punti di riferimento.

Il primo passo è sentire la superficie del tavolo e la fattezza dei tessuti, poi saggiare il cibo con le mani.

In una cena al buio ottimi sono i piatti finger food da mangiare con le mani: polpette, tramezzini, focacce, pizzette, crocchette, involtini, tartine, bignè dolci e salati, pasticcini, torte.

2. Olfatto

Al buio otteniamo informazioni sull’ambiente tramite gli odori.

Preponderante in una cena al buio sarà l’odore del cibo, che permetterà di identificare le pietanze.

Ottima scelta è infatti ideare un menù molto evocativo e dagli aromi persistenti, così da incentivare il naso a scoprire e individuare i profumi.

Abbina ai tuoi piatti anche del buon vino e prova a sentirne i profumi.

3. Gusto

esperienze sensoriali

La cena al buio porta a scoprire un’esplosione di sapori.

Spesso il menù è a sorpresa, quindi la parte divertente è quella di scoprire attraverso il gusto cosa si sta realmente degustando.

Ottimo per una cena al buio è proporre piatti con sapori forti e speziati, capaci di colpire il palato e rendersi perfettamente riconoscibili anche senza gli occhi.

Puoi anche versare del vino nel bicchiere e provare a capire se si tratta di un bianco, di un rosso o di un rosè solo sentendone il sapore. Vedrai che non è sempre semplice!

4. Udito

Le cene al buio, come molte serate sensoriali, presuppongono che regni nella sala il massimo del silenzio e della concentrazione.

In queste occasioni, infatti, si ha anche l’occasione di ascoltare la propria voce interiore e la propria anima.

Anche quando si parla con gli altri commensali, il tono è solitamente soffuso, poiché i discorsi importanti e le degustazioni non hanno bisogno di toni troppo elevati.

Dove vivere l’esperienza della cena al buio

Una cena al buio può essere organizzata a casa propria: sarai tu, in quanto padrone di casa, a scegliere pietanze e creare l’atmosfera.

Puoi addobbare la stanza della cena con candele, giocare con i profumi, diffondere musica in sottofondo.

Per quanto riguarda le pietanze, meglio preparare piatti semplici da consumare anche senza l’uso delle posate, come affettati, tartine, pizzette.

polpette per aperitivi

Molto più spesso, però, le cene al buio sono organizzate nei ristoranti. Tra i primi locali che hanno proposto le cene al buio c’è stato il Blindekuh di Zurigo, in cui gli ospiti vengono accompagnati e serviti da ciechi e ipovedenti. Negli anni si sono diffusi in tutta Europa, compresa l’Italia.

In particolare ci sono associazioni di non vedenti e ipovedenti che propongono le cene al buio come strumento per far comprendere alle persone vedenti cosa significa vivere con la disabilità visiva.

Ad esempio, puoi provare la cena al buio a Milano nell’Istituto dei Ciechi, dove c’è Dialogo nel Buio, una mostra/percorso che permette di capire come una persona con disabilità visiva vive diverse situazioni di vita quotidiana.

Varie sezioni della Onlus Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti organizzano in varie città italiane – come Roma, Cuneo, Torino – cene al buio nei ristoranti locali. Ti consiglio quindi di cercare la sezione della Onlus della tua città (o della città più vicina) e informarti se ci sono in programma eventi.


Ora è chiaro come funziona una cena al buio? Pensi di proporla ad amici, parenti, colleghi/dipendenti?

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