Sei curioso, ti piacciono le lingue e vorresti trovare un modo per usarle ogni giorno senza aspettare quel viaggio intercontinentale che sogni tanto? Sei pronto a scoprire come? Questo è l’articolo che fa per te: come diventare interprete e guadagnare con la tua passione!

Cosa è un interprete?

Per farla semplice… un interprete è la versione pro di un traduttore. 

Il concetto teorico si avvicina molto alla traduzione simultanea che abbiamo scoperto in questo articolo: traduzione simultanea.

Però c’è da dire che la differenza la fa il tipo di comunicazione. Vediamo come!

Perché diventare interprete?

Scommetto che ami viaggiare. E che, invece dell’ufficio chiuso senza finestre in cui ti trovi adesso, sogni di poter sfruttare le tue conoscenze per un lavoro stimolante. Ecco perché l’interprete è quello a cui stai pensando.

Immagina attentamente quale requisito è richiesto praticamente per qualunque lavoro sulla faccia di questa terra. Io ci ho pensato parecchio e ho trovato solo una cosa: conoscere almeno una lingua straniera.

Spesso è l’inglese, ma dipende molto dal campo e dall’attività per cui è richiesta. Tutte le lingue sono utili in qualche modo. Che sia il cinese, il mandarino o l’armeno. Anzi, vista la diffusione dell’inglese, meglio conoscere lingue esotiche o poco studiate! È proprio in quel caso che serve un interprete!

Questa capacità è diventata fondamentale con la globalizzazione. Siamo onesti, i miei genitori non avevano bisogno di nulla che non fosse il loro dialetto. Non compravano merci via web, non seguivano serie tv in streaming e non facevano vacanze all’estero con compagnie aeree low cost. Non avevano nessuna necessità di parlare con il “fuori”, quindi, a parte qualche curiosità, nessuna necessità di studiare le lingue.

La globalizzazione ha spazzato via uno ad uno ogni confine e ci ha messo di fronte a limiti non geografici. Questi limiti sono da buttare giù con le nostre capacità. Regina tra tutte, quella del parlare più di una lingua. Ecco perché diventare interprete!

A cosa serve l’interprete?

Ormai è diventato un must conoscere più di una lingua. Se consideri la tua lingua madre, te ne basta già un’altra per aprire parecchie porte. Meglio ancora se sono di più.

Come dicevo prima, la globalizzazione ha distrutto i confini, quindi non è strano che al lavoro per un’azienda si debba parlare al telefono con chi parla cinese, arabo o spagnolo.

Questo significa che ogni azienda ha bisogno di un poliglotta nel suo team. E quello sei tu! O meglio, lo spero! Assumere personale multi language non è solo una moda, ma è una vera e propria necessità.

Spesso l’accuratezza del linguaggio è così necessaria che le aziende scelgono di assumere o di avvalersi della professionalità di un interprete. Insomma, uno che ci capisca qualcosa con il cliente e che poi te lo sappia spiegare.

A cosa serve l'interprete

Come diventare interprete?

Intraprendere il percorso che porta a diventare interprete significa iniziare con la scuola superiore.

Il massimo, sarebbe avere un diploma che ti abbia permesso di studiare più di una lingua. Quindi un liceo linguistico o un tecnico turistico.

Se hai già passato l’età del diploma, non disperare. Siamo in tanti ad aver scelto in fretta e furia a 14 anni il nostro futuro, per poi accorgerci che avevamo voglia d’altro!

Con qualunque diploma potrai accedere all’università, in questo caso la scelta è quasi obbligata: mediazione linguistica, traduzione e interpretazione, oppure lingue e letterature straniere.

Dopo una laurea triennale (breve) potrai scegliere la specializzazione in interpretazione di conferenza.

Et voilà! Laurea magistrale ed è fatta.

Lo so, sto semplificando. Sono tanti anni di studio è vero, però se è quello che vuoi fare davvero, la passione ti trascinerà al traguardo!

Ovviamente per quanto riguarda l’apprendimento delle lingue è fondamentale l’esperienza.

Viaggia, studia all’estero, inventati una vacanza, trovati un lavoretto estivo da qualche parte. Divertiti imparando!

Senza sminuire il percorso universitario, in questo settore è fondamentale fare esperienza sul campo. Quindi integra tutto quello che studi con la pratica.

Anche perché l’interprete non è fatto per stare al computer e pensare ai 200 sinonimi della parola bianco in esquimese. L’interprete fa entrare qualcosa da un orecchio ed uscire direttamente dalla bocca la stessa cosa in un’altra lingua. Passaggio diretto.

Esistono molti programmi, sia nazionali che internazionali, che possono aiutarti (anche economicamente) a vivere queste esperienze. Ovviamente Erasmus e Socrates sono quelli che maggiormente sponsorizzano e incentivano queste attività.

E, fidati, non penso d’aver mai fatto scelta migliore di quella che un giorno mi ha portato a Madrid. Ma questa è un’altra storia!

Quali sono le competenze richieste per diventare interprete?

Ovviamente, come in tutte le professioni, vi sono dei requisiti ben precisi. Le competenze che deve avere un interprete sono molte, scopriamole insieme:

1. Conoscere in modo impeccabile almeno una lingua straniera

Ovvio.

Ma l’interprete non è solo un esperto di lingue: molti possono conoscere le lingue ma sarebbero in difficoltà a fare questo mestiere. Lo spartiacque per essere interpreti e non solo traduttori è la comunicazione orale. Un interprete nasce per il dialogo. Un ponte tra chi parla e chi ascolta, in un susseguirsi di battute assolutamente spontanee ed imprevedibili.

Insomma, probabilmente chiunque abbia un diploma di maturità riuscirebbe ad ordinare una birra in Galles, ma riuscirebbe anche a riferire la decisione di Trump alla Merkel riguardo l’energia rinnovabile e il nucleare? Negativo signori.

Improvvisazione e spontaneità possono essere rette solo da un interprete.

2. Conoscere  in modo impeccabile la propria lingua d’origine

Meno ovvio.

Ebbene si, non avrebbe senso tradurre qualcosa senza sapere di cosa si tratta. Nessuno sarebbe in grado di trasportare l’informazione da una lingua all’altra senza comprenderle entrambe.

Questo significa che puoi anche conoscere molto bene l’inglese e quindi sapere come si chiama nel dettaglio il cacciavite che fa la tal cosa. Ma se in italiano non lo sai dire… che senso ha?

3. Essere veloce, dinamico e preciso

Chi ha bisogno di un interprete non ha tempo da perdere, il discorso e gli scambi di battute devono fluire il più velocemente possibile.

Le capacità dell’interprete devono permettergli di:

  • non rimanere indietro nella conversazione
  • sincronizzarsi con gli interlocutori
  • saper sfruttare i silenzi e non sovrapporsi

4. Saper gestire la comunicazione non verbale

Ebbene si. Conoscere la lingua non basta, devi comprendere ogni aspetto del linguaggio.

Quante volte ti hanno preso in giro perché noi italiani “parliamo con le mani”? Questo significa che i gesti rientrano nella conversazione a tutti gli effetti.

E bisogna essere bravi ad interpretarli, appunto!

5. Avere conoscenze interculturali

Basta poco per causare un incidente diplomatico. Non vorrai essere tu il colpevole?

L’attenzione ai dettagli, anche e soprattutto culturali, è fondamentale. In una conversazione interculturale sono tante le variabili in gioco.

L’interprete deve averle tutte sotto controllo.

6. Collaborare con altri professionisti

Un interprete è autonomo fin dove conosce la lingua, poi anche lui può avere bisogno di un supporto.

Questo significa che è importante saper collaborare. Potrebbe esserci la necessità di trovare una “lingua veicolo” tra gli interpreti per poi comunicare agli interlocutori quanto detto nella conversazione.

Avere una predisposizione alla collaborazione ed all’adattamento è d’obbligo in questi casi.

Quanto guadagna un interprete

Quanto guadagna un interprete?

Un interprete può lavorare sia come dipendente che come freelance.

Ovviamente, in base al caso, lo stipendio varia. Lavorando autonomamente con partita IVA, il lavoro potrebbe non essere continuativo, ma molto legato alle esigenze del momento.

Ad esempio, chissà quanti freelance sono stati assunti a Milano nella settimana della moda. Di sicuro molti più di quelli che normalmente svolgono questo lavoro anche “fuori stagione”.

In media un interprete free lance in Italia può guadagnare tra i 200 e i 400€ al giorno. Per reclutarli, spesso le aziende si affidano ad agenzie specializzate.

Se invece lavora come dipendente, lo stipendio oscilla tra i 1200 e i 1500€ mensili. In questo caso poi entrano in gioco anche il ruolo all’interno dell’azienda e il tipo di contratto.


Mmm… mi sembra d’averti detto tutto! Se mi sono dimenticata qualcosa chiedimi quello che vuoi nei commenti.

Spero davvero che tu possa trovare la tua strada come interprete e che ti diverta strada facendo. Vedrai, la prima volta che farai un errore sarà il panico, ma poi la troverai la cosa più bella del mondo!

Ti lascio con una delle mie citazioni preferite: “Non ridere di chi parla male una lingua, significa che ne sa un’altra.”

Meglio cominciare a studiare!

A presto

Hasta luego

See you soon

à bientôt

じゃあね
اراك قريبا
bis bald!