“Senza l’Italia, Torino sarebbe più o meno la stessa cosa, ma senza Torino, l’Italia sarebbe molto diversa”.

Questo pensava Umberto Eco su Torino.

All’ombra delle alpi, questa città, vive di arte e cultura; non solo grazie ai monumenti che raccontano la sua lunga storia ma, devi sapere, che a Torino si svolge ogni anno la più grande manifestazione letteraria d’Italia: il salone del libro; e che questa città è anche conosciuta come la culla del cinema, vantando il maggior numero di sale cinematografiche e teatri rispetto al numero di abitanti.

Se non sei mai stato a Torino non ti preoccupare, quest’articolo ti aiuterà a non perderti nulla di quest’affascinate città.

Cosa vedere a Torino

Questo particolare tour di Torino servirà a farti conoscere al meglio la città e darti la possibilità di visitarla senza tralasciare nulla. T’invito però a scoprirne ogni angolo nascosto ed ogni tradizione perdendoti a piedi tra le affascinanti vie che si allargano, si stringono, si avvicinano e si allontanano dal centro.

Ecco cosa non puoi assolutamente perderti visitando questa città.

1. Mole Antonelliana

Mole Antonelliana di Torino

Tra le prime cose da vedere a Torino c’è sicuramente la Mole Antonelliana.

Devi sapere che questo edificio monumentale è il simbolo della città di Torino; concepita da Alessando Antonelli, ne caratterizza lo skyline.

La sua storia inizia il 17 marzo 1863 quando la comunità ebraica della città acquista il terreno per costruire una Sinagoga a seguito dello Statuto Albertino, che concedeva la libertà di culto alle religioni non cattoliche.

Il progetto si presenta fin da subito come difficile, folle ma avveniristico. L’ampia base quadrata crea diversi problemi strutturali a causa delle sue dimensioni, superati solo nel 1887 quando viene costruita la parte sovrastante, oggi conosciuta come Lanterna, portando la struttura dai 90 metri ai 113.

Nel 1889 viene completata anche la guglia estendendo l’altezza a 167,35 metri. Sulla cima è posto un “Genio Alato”, uno dei simboli della Casa Savoia. Questa però viene abbattuta durante il nubifragio del 1904; al suo posto, due anni più tardi, è posta una stella a cinque punte, uno dei simboli dello stato italiano, mantenendo invariata l’altezza precedentemente raggiunta.

La storia della Mole non è ancora finita.

Nel 1953 un altro violento nubifragio tronca la guglia di ben 47 metri.

I lavori di ristrutturazione durano fino al 1960 dove però si gli architetti hanno scelto di costruire uno scheletro metallico rivestito di pietra, così da renderlo molto più resistente; inoltre sulla punta viene posta una nuova stella a cinque punte più piccola rispetto alla precedente.

Oggi la Mole rimane il simbolo della città e ospita, dal 2000, il museo nazionale del cinema dove vengono custodite frammenti di pellicole originali di importanti film e autentici costumi di scena.

Ecco alcune curiosità su questo affascinante monumento:

  • Torino è la capitale italiana dell’esoterismo e della magia, secondo una leggenda l’opera di Antonelli è una realtà un’antenna che canalizza tutta l’energia positiva che proviene dal cielo e dalla terra.
  • Secondo un’altra tradizione la Mole porta sfortuna agli studenti universitari.
  • Per molti anni è stato l’edificio più alto d’Europa.
  • Con l’avvento dell’euro la Mole è stata scelta per essere impressa sulla moneta da 2 centesimi; tuttavia, a causa di un errore, è stata impressa anche su pochi esemplari delle monete di 1 centesimo. Oggi, queste monete possono valere fino a 2500 euro!
  • I numeri che puoi osservare lungo cupola, sono ispirati alla sequenza numerica di Fibonacci legata al famoso problema dei conigli risolto anche da Leonardo alla corte di Federico II di Svevia. “Un certo uomo mette una coppia di conigli in un posto circondato su tutti i lati da un muro. Quante coppie di conigli possono essere prodotte da quella coppia in un anno, se si suppone che ogni mese ogni coppia genera una nuova coppia, che dal secondo mese in avanti diventa produttiva?”. Curioso vero? A voi l’ingrato compito di provare a risolverlo!

2. Cappella della Sacra Sindone

Cupola della Cappella della Sacra Sindone Torino

La struttura fu inizialmente commissionata a Carlo di Castellamonte dal duca Carlo Emanuele I di Savoia per conservare il prezioso telaio della Sacra Sindone che la famiglia custodiva da secoli. Il progetto fu però ultimato da Guarino Guarini nel 1694. Il suo apporto alla costruzione fu tale che la stessa è spesso chiamata Cappella Guarini.

Dal maggio del 1990 al settembre del 2018 la Cappella è rimasta chiusa per lavori di restauro dovuti, prima ad un crollo del pavimento e, successivamente, ad un incendio che rischiò di distruggere la stessa Sindone.

L’edificio compenetra sia nel Duomo che nel Palazzo Reale e deve la sua fama non solo per essere il luogo dove viene custodita la Sindone ma anche per la sua affascinante cupola; la quale ha una ampia forma circolare ed è costruita in modo da risultare più alta rispetto alle sue reali dimensioni, grazie ad un’illusione ottica.

Qualche curiosità sulla Sacra Sindone:

  • Potrebbe risultare scontato ma cos’è la Sacra Sindone? La leggenda vuole che sia il lenzuolo con cui è stato avvolto Gesù dopo la crocifissione. Che si voglia avere fede o no, studi scientifici hanno confermato che la stuoia di lino avvolse davvero una persona con la testa coronata da spine, il costato trapassato da una lancia e crocefisso con chiodi. Dagli studi ematologici è risultato che avvolse un uomo di gruppo sanguino AB tra il 1500 e i 2500 anni fa. Scienza o non scienza, questi sono i dati.
  • Hitler voleva trafugare la Sacra Sindone ma, intuito il suo piano, Vittorio Emanuele II e il papa Pio XII, la nascosero in Campania con la scusa di preservarla dai bombardamenti nemici.
  • Esiste un secondo sudario, rinvenuto in una tomba a Gerusalemme, che secondo alcuni studi risulterebbe essere vecchio di circa 2000 anni e questo metterebbe in dubbio l’autenticità della Sacra Sindone.
  • Secondo alcune ricerche pare che il volto che si può vedere sulla Sindone sia in realtà un autoritratto di Leonardo da Vinci.

3. Palazzo Reale

Palazzo Reale di Torino

Il Palazzo Reale di Torino si trova nel cuore della città, adiacente a Piazza Castello; la struttura è la più importante tra le residenze sabaude di tutto il Piemonte. Insieme alla Reggia di Venaria Reale, il castello del Valentino e la Palazzina di caccia di Stupinigi, è stati dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Il periodo d’oro del palazzo iniziò dalla prima metà del 1700 e terminò nei primi anni del 1800. In quest’epoca lo sfarzo ed il lusso del palazzo non conosceva limiti. Oggi la struttura ospita numerose mostre itineranti nonostante gli stessi interni siano vere e proprie opere d’arte.

L’elegante e sfarzoso primo piano è dominato da uno stile che tende a sottolineare la ricchezza della Reale Casata, molti architetti sostengono che la Grande Galleria, affrescata da Daniel Seiter, possa rivaleggiare con la Galleria degli Specchi di Versailles. Su questo piano sono presenti anche l’appartamento d’inverno del Re e la Sala del trono.

Il secondo piano si apre con una delle più geniali e famose opere dell’architetto Filippo Juvarra: La Scala delle Forbici.

L’estro tecnico dell’architetto riuscì a concepire questa scala per risolvere il problema a cui si era ritrovato davanti: come coprire un dislivello di 10 metri avendo a disposizione una pianta di 66 mq di superficie, rendendo la rampa imponente e non ripida.

La soluzione fu quella di costruire una scala divisa in tre rampe, la prima tradizionale, la seconda sdoppiata in due rampe parallele che corrono lungo i lati della sala e, infine, la terza “volante” fino al secondo piano.

L’esterno del palazzo si affaccia, solenne, su Piazza Castello che, collegando altri importanti edifici, crea un corpo unico e imponente. Alle spalle di Palazzo Reale si trovano invece i Giardini del Parco Regio.

4. Palazzo Madama e Casaforte degli Acaja

Palazzo Madama di Torino

È una delle strutture che sorge nel complesso architettonico attorno a Piazza Castello e, così come Palazzo Reale è patrimonio mondiale dell’umanità.

Questo palazzo ha un’importante rilevanza essendo un connubio di più di 2000 anni della storia di Torino, fu un’antichissima porta della colonia romana Julia Augusta Taurinorum, poi si trasformò diventando una Casaforte (roccaforte) difensiva durante il regno Savoia-Acaja, in seguito fu un vero e proprio castello, simbolo del potere sabaudo fino al XVI secolo; oggi è la sede del Museo civico d’arte antica e ospita eventi e mostre itineranti.

Questo viaggio attraverso i secoli lo si può ammirare anche all’esterno: i corpo della struttura è il vecchio castello con tanto di torri sui quattro lati; la facciata invece, disegnata dall’architetto Filippo Juvarra risale al 1718 ed è in stile barocco.

5. Museo Egizio

Museo Egizio di Torino

Se sei in questa città non puoi perderti una visita al Museo Egizio di Torino. Devi sapere che è il museo più antico ad essere dedicato interamente a questa civiltà ed è considerato, per valore e quantità di reparti, secondo solo al museo del Cairo. Nel 2017, inoltre, è stato premiato come il museo più apprezzato d’Italia, il nono in Europa e il quattordicesimo a livello mondiale. Se non ti ho ancora convinto, vediamo qualche dettaglio in più.

Il museo copre una superficie di circa 60.000 mq e sono presenti più di 37.000 reperti tra cui:

  • Il Libro dei Morti di Iuefankh, che descrive dettagliatamente il lungo viaggio che il defunto deve compiere secondo la tradizione egiziana
  • La mummia Predinastica risalente al 3500 a.C
  • La Tela di Gabelein, ossia la più antica pittura su lino mai rinvenuta
  • Il Papiro Erotico di Torino, datato tra il 1186 a.C. e il 1076 a.C. è un documento comico che raffigura animali umanizzati su un lato e scene pornografiche sull’altro. È un reperto unico al mondo.

6. Parco del Valentino

Parco del Valentino di Torino

Per rilassarti dopo una lunga giornata trascorsa tra musei e visite guidate non c’è posto migliore che il Parco del Valentino lungo le rive del Po.

Secondo una classifica del 2014 è il parco italiano più apprezzato dai turisti e, grazie ai suoi 421.000 mq di estensione, ne può accogliere davvero molti.

Non si sanno le vere origini del suo nome, secondo una leggenda vengono fatte risalire all’epoca romana; pare che vi fosse, proprio in questo luogo, una cappella dedicata a San Valentino dov’erano conservate parte delle reliquie del santo; oggi queste sono nella vicina chiesa di San Vito e della vecchia cappella non c’è più traccia.

L’area del Valentino fu in un primo momento dimora dei nobili Birago che vi costruirono la loro villa e, successivamente, acquistata da Emanuele Filiberto di Savoia nel XVI secolo.

Nel XIX secolo iniziarono i lavori di bonifica di tutta la superficie trasformandolo nell’attuale parco cittadino.

Nel 1884 fu realizzato il caratteristico borgo medioevale che ripropone gli stili architettonici ispirati ai castelli piemontesi di quel periodo. Oggi viene utilizzato per mostre itineranti e manifestazioni rievocative.

All’interno del parco avrai la possibilità di vedere inoltre: la fontana del Ceppi, una grande vasca in stile rococò; l’arco del Valentino, eretto nel 1930 in onore dell’arma dell’artiglieria; il busto dedicato all’inventore della nitroglicerina Ascanio Sombrero e quelli del polito Cesare Battisti e del poeta Nino Costa.

7. Palazzo Carignano

Palazzo Carignano di Torino

Così come Palazzo Reale e Palazzo Madama, anche questa residenza Sabauda fa parte del patrimonio mondiale per l’UNESCO. Fu, inoltre, la storica sede del primo Parlamento del regno d’Italia, precisamente dal 1861 al 1864.

I lavori furono commissionati a Guarino Guarini ed iniziarono nel 1679. Dal 1694 divenne la dimora dei Principi di Carignano, in questo palazzo nacquero i sovrani: Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II di Savoia. Proprio Vittorio Emanuele II, in questo palazzo, proclamò la nascita del Regno d’Italia.

Oggi la struttura ospita la Soprintendenza ai Beni Culturali del Piemonte ed il Museo nazionale del Risorgimento Italiano.

L’edificio nasconde anche un particolare dettaglio: sulle finestre del piano nobile si può notare un particolare fregio che ricorda le piume dei copricapi indiani.

Con questo dettaglio Guarini volle omaggiare una particolare vittoria del reggimento dei Carignano al fianco del francesi nel 1667 contro gli indiani Irochesi durante la colonizzazione del Canada.

Nonostante fossero nemici sul campo di battaglia, gli Irochesi affascinarono i soldati piemontesi sia per il loro aspetto che per le loro tradizioni, provocando una forte stima dovuta al loro coraggio in battaglia. Al ritorno in patria i soldati donarono alla famiglia reale ritratti e disegni degli indiani che arrivarono fino agl’occhi dell’architetto che li immortalò sul palazzo.

8. Monte dei Cappuccini

Monte dei Cappuccini di Torino

Il Monte dei Cappuccini è una collina che sorge nella città di Torino a 283 metri sul livello del mare e non lontana dal centro storico. Su essa si erge il convento e la chiesa di Santa Maria al Monte, affidata ai frati Cappuccini.

Nell’antichità questa singolare collina, al centro della città, fu utilizzata per scopi difensivi. Gli antichi romani costruirono in cima un piccolo tempio dedicato a Giove mentre, nel Medioevo, fu eretta una fortificazione militare. Alla fine del 1500, dopo numerosi lavori di restauro, si poterono insediare i frati Cappuccini; da allora la struttura è affidata a loro.

Oggi, oltre alla chiesa, è presente anche la sede del Club Alpino Italiana, un museo dedicato alla Montagna e un laboratorio sotterraneo di fisica nucleare.

Da qui si può ammirare Torino dall’alto in tutta la sua bellezza: in primo piano il suo skyline e sullo sfondo le alpi innevate.

Un piccolo aneddoto: nell’atrio della chiesa è appeso un quadro particolare che ricorda un evento accaduto il 12 maggio 1640. Secondo la leggenda, durante l’assedio francese, i soldati riconoscendo l’importanza strategica della collina, la espugnarono ma quando entrarono nella chiesa, una lingua di fuoco si levò a protezione delle ostie consacrate facendo indietreggiare i francesi fino a farli desistere dallo spoglio di quel luogo sacro.

Oggi sono ancora visibili i colpi della baionetta e le tracce del presunto fuoco sul tabernacolo.

9. Reggia di Venaria Reale

Reggia di Venaria Reale di Torino

Leggermente fuori dal centro cittadino potrai trovare quest’immensa struttura che dal 1997 fa parte del patrimonio dell’umanità per l’UNESCO. La Reggia fu costruita tra il 1658 e il 1675 per volere di Carlo Emanuele II duca del Piemonte per legare il proprio nome a quello della moglie Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours ed avere un luogo dedicato alla caccia alla selvaggina (da qui il nome venaria ).

In seguito la struttura fu danneggiata dall’invasione francese ed il restauro venne affidato a Filippo Juvarra. Durante la dominazione napoleonica i suoi immensi giardini vennero distrutti per far posto ad un deposito di armamenti.

Il degrado della zona rimase fino al 2007, quando furono terminati i lavori di bonifica del territorio, iniziati nel 1998.

La stupenda struttura e il magnifico giardino sono da vedere assolutamente ma stai attento, se vuoi avventurarti in questa visita, preparati ad una lunghissima camminata.

C’è una piccola leggenda legata a questo luogo: pare che tra i corridoi si aggiri il fantasma del Re Vittorio Amedeo II in groppa al suo cavallo; in molti assicurano di aver udito il rumore degli zoccoli.

10. Basilica di Superga

Basilica di Superga di Torino

La Basilica di Superga sorge sull’omonimo colle poco fuori dal centro di Torino. Fu progettata dall’architetto Filippo Juvarra nel 1715 per volere del Re Vittorio Amedeo II, come omaggio alla Vergine Maria a seguito della vittoria contro i francesi.

La leggenda vuole che il Re e il principe di Carignano Eugenio di Savoia osservarono da questo colle Torino assediata dai franco-spagnoli e giurarono che in caso di vittoria delle loro armate avrebbero eretto un monumento alla Vergine.

La costruzione durò quattordici anni a causa della difficoltà a far arrivare sulla sommità della collina i materiali, che dovevano essere trasportati a dorso d’asino a causa della strada impervia.

All’interno è presente una cripta reale dove sono conservate le spoglie di Carlo Alberto, Vittorio Emanuele I, Vittorio Amedeo II e suo figlio Carlo Emanuele III; quest’ultimo è posto lontano dal padre a causa dei continui contrasti tra i due.

Fuori dalla Basilica si trova il monumento dedicato al Re Umberto I di Savoia, ucciso dall’agguato di un anarchico.

Dal colle si può ammirare la vastità di Torino e dei territori limitrofi.

Cosa fare a Torino

Se stai passeggiando per Torino e hai già visitato diversi musei e cappelle, ecco una breve lista di cose da fare assolutamente in questa incredibile città per sentirti anche tu un po’ torinese.

11. Libreria Internazionale Luxemburg

Libreria Internazionale Luxemburg di Torino

Acquistare un libro in questa storica libreria è fondamentale per potersi sentire parte della città.

La Libreria Internazionale Luxemburg è aperta dal 1872 ed è la libreria più antica della città. Nel Marzo del 2015 è stata nominata tra le 10 librerie più belle di tutto il mondo!

Al suo interno vengono organizzati eventi culturali e presentazioni di libri con autori di livello mondiale. La scelta è vastissima non solo sui titoli ma anche per la selezione di libri in lingua straniera (inglese, francese, tedesco, russo, spagnolo, giapponese, polacco, cinese e molto altro).

12. La fortuna del toro

Toro rampante di bronzo di Torino

Sulla pavimentazione di Piazza San Carlo si trova un toro rampante di bronzo la tradizione vuole che porti molta fortuna calpestarne gli attributi.

Lo stemma, simbolo della città, fu collocato nel 1930 e fin da subito questa superstizione dilagò tra i torinesi.

Attenzione però, il vero torinese non si mette in mostra, calpesta l’effige senza farsi notare, come se non l’avesse fatto apposta.

Ciò ha portato i cittadini ad un curioso passatempo: sedersi allo storico Caffè Torino e vedere le persone compiere curiose acrobazie per pestare gli attributi senza essere notate.

13. Caffè al Bicerin

Caffè al Bicerin di Torino

Per fare un salto nel tempo, accomodati in questo storico bar aperto addirittura nel 1763!

Negli anni è stato frequentato da molti personaggi illustri come: Alexandre Dumas, Umberto Eco, Italo Calvino, Camillo Benso Conte di Cavour e molti altri.

Qui, inoltre, potrai assaggiare l’originale “Bicerin”, l’evoluzione di una bevanda settecentesca a base di cioccolato, caffè e latte.

Il locale offre anche una gustosa selezione di dolci preparati dal loro esperto pasticcere; tra questi consiglio di provare: l’ottimo zabaione (specialità torinese) preparato al momento; la torta Bicerin al caffè e cioccolato e il liquore Bicerin, la cioccolata calda con l’aggiunta di velo di panna montata.

Qualora ti trovassi in zona nel pomeriggio, come da tradizione, il bar offre, accompagnato al Bicerin, i particolari biscotti piemontesi anche detti “bagnati”, secchi e duri, nati proprio per essere inzuppati.

14. Portone del Diavolo

Portone del Diavolo di Torino

Torino nasconde segreti esoterici e leggende occulte ad ogni angolo e questo sito ne è la prova.

La porta in questione si trova in Via XX Settembre al civico 40 ed è stata realizzata nel 1675 a Parigi.

Presenta intagli di pregio che adornano l’intero portone con immagini di fiori, frutta e animali ma ciò che attira l’attenzione è il battente bronzato che rappresenta Satana cornuto con la bocca spalancata da cui escono due serpenti.

Secondo la tradizione il portone è comparso una notte, quando un apprendista stregone cercò di invocare il demone che, infastidito, lo imprigionò per l’eternità.

A questo luogo sono legate altre leggende:

  • Si dice che nel 1600, ci fosse la sede della prima fabbrica di tarocchi. Non si sa se fosse una coincidenza o meno ma la dimora si trovava al civico numero 15 che, nelle carte dei tarocchi, è associato al Demonio.
  • Si narra che all’inizio del 1800, durante l’occupazione francese, il maggiore Melchiorre Du Perril si fermò nel palazzo per consumare un pranzo veloce prima di rimettersi in viaggio con importanti documenti segreti. L’uomo, atteso fuori dalla porta, non uscì e non fu più trovato. Tuttavia, vent’anni più tardi, alcuni operai trovarono uno scheletro sepolto in piedi mentre stavano abbattendo un muro per il restauro dell’edificio.
  • Nel 1790, durante un’elegante festa di carnevale organizzata da Marianna Carolina di Savoia, allora proprietaria del palazzo, una ballerina morì pugnalata ma dell’arma e del colpevole non furono mai trovate tracce. A seguito di quell’incidente si dice che il fantasma della giovane donna appaia tra i corridoi.

Cosa mangiare a Torino: i piatti tipici piemontesi

Torino cattura il cuore per la sua bellezza ma ti prende anche per la gola per i suoi tradizionali piatti. La regione Piemonte offre una vasta varietà di piatti tipici e questa città ha dato i natali a pietanze oggi consumate abitualmente in tutto il mondo.

15. La Bagna Cauda

La bagna cauda

Da dove si parte quando si tratta di scegliere cosa mangiare a Torino?

Naturalmente dalla Bagna Cauda!

Questo tipico antipasto viene preparato con una salsa di: aglio, olio extravergine d’oliva ed acciughe dissalate. Alcune varianti prevedono l’uso di burro, panna, latte o noci tritate.

Da tradizione viene servita a tavola in un tegame in terracotta, chiamato dian, tenuto in temperatura mediante uno scaldino di coccio riempito di brace.

Oggi la liturgia è leggermente cambiata, si usano appositi contenitori in terracotta a cui è sottoposto un fornellino o una semplice candela a sostituzione della brace.

Si consuma intingendovi vari tipi di verdura, specialmente cardi, cipolle cotte, peperoni, foglie di cavolo, ravanelli, rape e tante altre.

16. Agnolotti piemontesi

Agnolotti piemontesi

Questa squisita prelibatezza è un particolare tipo di pasta, preparata in tutto il Piemonte, a base di uovo ripieno di carne arrosto.

Ci sono due scuole di pensiero per l’origine del nome: una vuole che derivi da un cuoco di nome Angiolino, detto Angelòt, che avrebbe inventato la ricetta; l’altra dal tipico ferro adoperato per tagliare questa pasta a forma di anello chiamato in gergo Anolòt.

È un piatto immancabile nei menù dei ristoranti e può essere servito con sugo di carne arrosto, burro e salvia con una spolverata di Grana o in brodo di carne.

17. Vitello Tonnato

Vitello Tonnato

Forse non tutti sanno che il vitello tonnato è di origine piemontese, in particolare della zona di Torino.

La sua ricetta è originaria del ‘700 ma questa non prevedeva l’uso del tonno; l’aggettivo tonnata, presumibilmente, significava “cucinato come il tonno”; la tipica salsa fa la sua comparsa solo alla fine del 1800 grazie al cuoco Pellegrino Artusi.

La particolarità di questo piatto è la sua versatilità, può essere servito sia come antipasto che come secondo essendo molto gustoso ma, allo stesso tempo, leggero.

18. Grissini

Grissini

Li hai sempre trovati sui tavoli ma forse non sai che il grissino è nato proprio in questa città.

Nel 1679, Antonio Brunero, il fornaio di corte, inventò questo alimento per nutrire il futuro Re Vittorio Amedeo II, a causa della sua incapacità di digerire la mollica del pane. Il successo del grissino fu molto rapido grazie anche alla sua lunga conservazione.

Lo stesso Napoleone creò una corriera fra Torino e Parigi per il trasporto di quelli che lui chiamava les petits bastons de Turin.

La tradizione vuole che siano lunghi tra i 40 e gli 80 centimetri ed esclusivamente lavorati a mano per conferirne una forma volutamente imprecisa.

19. Tamango, il cocktail “allucinogeno”

Tamango

Una curiosa specialità nata a torino è il Tomango, un cocktail preparato con un mix di piante e radici africane.

Il nome deriva dal protagonista di un racconto dell’autore francese Prosepr Mérimée che narra di un guerriero di origini senegalesi che nonostante schiavo si ribellò al suo padrone.

È chiamato cocktail allucinogeno ma non tutti coloro che lo hanno provato possono dire di aver visto cose strane, certo che i suoi 70° di volume alcolico lo rendono un drink non per tutti, molti lo riconoscono come un degno rivale dell’assenzio.

20. Gianduiotti

Gianduiotti

Questo particolare dolcetto è un cioccolatino a forma di barca rovesciata sempre avvolto in carta d’orata o argentata.

Viene prodotto dall’impasto di cacao, zucchero e dalla nocciola Tonda Gentile del Piemonte. Non puoi dire d’essere stato a Torino se non hai assaggiato un Gianduiotto!

Torino è da sempre stata una delle capitali del cioccolato. Hai mai sentito dire “fare la figura del cioccolataio”?

Questo detto arriva proprio da qui: intorno al 1600/1700 il cioccolato era diventato un bene di consumo tanto richiesto che i suoi produttori si arricchirono in breve tempo, cominciando a girare per la città con carrozze di lusso trainate da 4 cavalli; lo stesso numero che veniva utilizzato dai nobili.

Questi, infastiditi da quella ricchezza “non nobiliare” aggiunsero due cavalli alla loro carrozza per non fare “la figura dei cioccolatai”.

Panorama di Torino in notturna

Eccoci giunti al termine.

Il tuo viaggio sta per iniziare nel migliore dei modi. Non scordarti di essere curioso e di perderti in quest’affascinante città che trasuda storia e leggende.

Se, nel tardo pomeriggio, hai intenzione di fermarti a fare un aperitivo da qualche parte ti consiglio di dare un’occhiata a quest’articolo: Aperitivo a Torino: i locali migliori dove farlo.