Continuano i viaggi di Meeting Hub alla scoperta delle bellezze del territorio italiano. Oggi ti voglio accompagnare a Pompei per raccontarti cosa devi assolutamente vedere!

Penso che tu sappia di cosa sto parlando: Pompei, la città romana preservata grazie all’eruzione del Vesuvio.

Non so dove sei nato ma penso che se ami viaggiare e hai visitato qualche città italiana, ti sarà capitato di incontrare qualche reperto lasciato dai Romani.

Ad esempio il più famoso è il Colosseo, simbolo della nostra Capitale. Ma ce ne sono davvero tantissimi sparsi un po’ in giro sul nostro territorio.

Nulla però ti può preparare a cosa troverai a Pompei: io ho vissuto in due città di origine romana (Brescia e Verona), ma mai nei miei sogni più stravaganti mi sarei aspettata di trovare ciò che ho visitato.

Varcare i confini delle mura antiche di Pompei è come entrare nel paese delle meraviglie, solo in versione Antica Roma. Camminerai su strade utilizzate da persone più di 2000 anni fa, entrerai nelle loro case, scoprirai pezzi della loro vita.

Ma Pompei non è solo fatta dei suo scavi: ha anche un bellissimo centro, è ai piedi del Vesuvio e ha tantissimi prodotti tipici da assaggiare.

Visto che io me ne sono innamorata e una parte del mio cuore è rimasta tra quelle rovine, voglio raccontarti cosa devi assolutamente vedere, fare e mangiare qui e nei dintorni.

Oggi ti voglio raccontare:

  • del sito archeologico di Pompei
  • delle attività da fare
  • del cibo tipico della zona

Accendiamo i motori della macchina del tempo: destinazione Pompei, anno 79 d.C.

Pompei: storia della città

rovine di un tempio a pompei

Non si sa di preciso l’anno di fondazione di questa città. Grazie ad alcuni ritrovamenti si sa però che i discendenti dei Pelasgi, popolo dell’Egeo, si insediarono qui ai piedi del Vesuvio.

Nel V secolo venne conquistata dai Sanniti ma ancora non si può parlare di una vera e propria città, dal momento che era più un agglomerato di edifici.

Dopo aver perso nel IV secolo contro Roma durante le guerre sannitiche, venne inglobata nell’impero conservando la propria indipendenza.

Nell’89 a.C. si schierò invece contro Roma durante la guerra sociale, ma la sua difesa fu vana e venne sottomessa nuovamente da Silla.

Dal momento che faceva però parte della Lega Nucerina (un accordo stipulato tra alcune città campane con Roma) venne definitivamente perdonata e ottenne la cittadinanza romana.

Iniziò così il suo lungo periodo di attività commerciale: in particolare si specializzò nella produzione di olio, Garum (te ne parlo nella parte legata al cibo più sotto) e vino.

Nel 62 d.C. fu colpita da un terremoto che distrusse parte degli edifici costruiti.

Nel 79 d.C. fu invece interessata dall’eruzione del Vesuvio che la seppellì sotto una coltre di materiali piroclastici e ceneri: molti degli edifici erano ancora in costruzione dopo il terremoto quindi non sappiamo con certezza quali rovine furono causate dal terremoto e quali dall’eruzione.

Cosa vedere a Pompei: il Parco Archeologico

parco archeologico pompei

 

Come ti dicevo, l’eruzione coprì tutti gli edifici della città, preservando in maniera quasi perfetta dipinti, mosaici, oggetti di vario genere.

L’eruzione è datata 24 ottobre del 79 d.C. Come si fa a sapere con certezza? È stata recentemente trovata (16 ottobre 2018) una scritta a carboncino in uno dei siti ancora sepolti che riporta il giorno esatto.

Una breve testimonianza di chi in fin di vita ha deciso di lasciare ai posteri un ricordo, affinché nessuno venisse dimenticato.

Al contrario di come si potrebbe pensare, la città non fu ricoperta di lava: pensaci un attimo, se fosse passata la lava non si sarebbe conservato niente.

Fu invece coperta da strati e strati di cenere e rimase nascosta agli occhi del mondo fino a 1794 quando Carlo Borbone III ordinò l’inizio degli scavi.

Addentriamoci ora nella città e scopriamo come vivevano gli antichi romani. Prima di iniziare ti consiglio: ai tornelli d’entrata trovi tantissime guide che per circa 10€ a persona ti accompagnano per le strade spiegandoti tutti i particolari.

Io ho fatto la visita guidata e merita molto: la guida ci ha accompagnato per circa 2 ore e mezza e ho scoperto davvero tantissime cose interessanti, che ti sto in parte spiegando ma alcune non voglio rivelartele perché è bello che ti meravigli quando le avrai davanti.

1. Il Termopolium

Termopolium Pompei

Cosa è un Termopolium? Ci troviamo sul Decumano, la via principale della città, e camminando a destra e sinistra vediamo tanti edifici con questo bancone che si affaccia sul marciapiede, con dei buchi.

Ecco il primo segreto che ti svelo: anche gli antichi romani avevano lo street food!

Ebbene devi sapere che il Termopolium altro non è che il nome che gli antichi romani davano a questi negozietti che vendevano cibo da consumare in piedi o mentre si passeggiava per la città.

Cosa servivano? Cibi caldi come carne, pesce e minestre e bevande, principalmente acqua e vino, tutto condito con il Garum.

Pensavi che i fast food e il cibo da strada fossero solo una moda degli anni 2000? La Storia, invece, si ripete sempre.

2. Il Lupanare

Lupanare di Pompei

Gli antichi Romani ritenevano che fare la prostituta fosse un vero e proprio lavoro. Pensa che la maggior parte dei termopoli che ti ho spiegato prima avevano sul retro delle stanze dedicate a questa vendita.

I Lupanari invece erano quello che noi oggi potremmo definire un bordello. A differenza delle stanze nei negozi, questi edifici erano ben tenuti.

Sullo stipite di ogni porta è raffigurata una diversa posizione, mentre nella stanza in sé, dotata di un letto, c’erano numerosi affreschi che davano “suggerimenti” al cliente (te ne lascio uno nella foto).

A seconda dell’importanza del Lupanare o della stanza scelta, c’era un diverso tariffario. Solitamente i Lupanari erano utilizzati da persone di un alto rango sociale, mentre le prostitute dei termopoli erano alla portata anche del popolo più povero.

3. Le Ville private

Ville di Pompei

Come avrai ormai capito, tutti gli edifici sono perfettamente conservati così come le Ville private dei vari cittadini della città.

Ce ne sono davvero un’infinità, all’ingresso ti verrà data una cartina con segnati tutti i punti visitabili e tra questi troverai tantissime ville.

Una curiosità: solo di poche si sa il nome del proprietario, quindi molti edifici sono stati chiamati in base a determinati reperti o affreschi trovati all’interno.

Le residenze meglio conservate sono senza dubbio la Casa del Menandro, La Casa del Fauno, Villa dei Misteri e la Villa di Giulia Felix (nella foto vedi il giardino di quest’ultima).

Le prime due e quella di Giulia Felix le trovi diciamo in centro città, mentre Villa dei Misteri rimane quasi fuori dal parco archeologico.

Diciamo che è la più lontana e rimane addirittura fuori dalle mura difensive, ma tranquillo: puoi raggiungerla tranquillamente, non uscirai dal parco e potrai tornare indietro.

Se dalla cartina ti sembrerà lontanissima (io ero quasi tentata di non raggiungerla) in realtà la camminata dal foro alla villa è di soli 10 minuti: inoltre quando ci tornerai a Pompei?

Te la voglio nominare perché è qui che si conserva un favoloso affresco totalmente integro che raffigura l’iniziazione di una donna al culto misterico di Dioniso.

4. Le Terme

 rovine antiche delle terme di pompei

Come si rilassavano gli antichi romani? Ti ho già citato il Lupanare, ma devi sapere che ci tenevano molto alla salute del corpo (nel parco archeologico trovi anche una palestra) e della mente.

Un modo per prendersi cura di entrambi era passare qualche momento della giornata alle terme, conversando di politica e della città.

A Pompei trovi tantissime terme artificiali (non siamo in una zona dove l’acqua è calda in maniera naturale).

Ogni struttura aveva almeno 3 stanze:

  • Il Frigidarium, con l’acqua fredda
  • Il Tepidarium, con l’acqua tiepida
  • Il Calidarium, con l’acqua calda

Come facevano quindi a scaldare l’acqua e gli ambienti? In pratica avevano creato un doppio pavimento: le piscine stavano su quello rialzato, quello inferiore invece era posto a circa 10 cm di distanza.

In questo modo si creava un passaggio, che era collegato alla camera dei fuochi: l’aria calda quindi circolava in tutta la struttura.

Le stanze più vicine ai fuochi erano quindi più calde e si raffreddavano man mano la distanza aumentava. Persino le pareti sono “doppie”, in modo che anche queste fossero calde.

Quando entri in una di queste strutture controlla le pareti: in alcune il tempo ha rotto la muratura e si vede perfettamente il sistema di intercapedini che ti ho spiegato.

Le Terme avevano stanze per uomini e donne, oppure prevedevano orari diversi di accesso. Voglio sottolinearti il fatto che, essendo un modo per ingraziarsi il popolo, l’accesso era gratuito per tutti, così come agli spettacoli nel teatro e nell’anfiteatro che ti spiego qui sotto.

5. L’anfiteatro e i teatri

anfiteatro romano di Pompei

Partiamo subito con il differenziare i due termini.

L’anfiteatro (in latino chiamato Spectacula), è il luogo dove avvenivano combattimenti tra gladiatori e/o animali.

A Pompei rimane quasi intatto ed è il quarto in ordine di grandezza in tutto il mondo (preceduto dal Colosseo, dall’Anfiteatro Campano e dall’anfiteatro tunisino).

Di Teatri invece a Pompei ce ne sono 2, erano i luoghi dove venivano rappresentate le commedie: anche in questi casi l’ingresso per i cittadini era completamente gratuito.

Quando visiti il teatro grande, scendi tutte le gradinate e mettiti al centro dell’orchestra (lo spazio appena sotto il palco) e batti le mani: cosa senti?

6. Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei

Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei

Ci spostiamo ora nel centro moderno di Pompei per visitare uno dei santuari mariani più importanti d’Italia, visitato da numerosi pellegrini provenienti da tutto il mondo.

La Basilica è formata da 3 navate, in quella centrale spicca l’imponente altare con la statua della Madonna al centro.

Se dai le spalle all’abside, vedrai sempre nella navata centrale un immenso organo dorato. Ma io ti voglio sfidare: c’è un altro organo che rimane leggermente nascosto. Riesci a vederlo?

Ti lascio un piccolo indizio: devi tenere lo sguardo all’insù! Sei riuscito a trovarlo? Fammi sapere nei commenti!

Se sei fortunato, potresti trovare aperto il campanile e salire fino in cima (c’è un ascensore) e goderti una meravigliosa vista della città!

Cosa fare a Pompei e dintorni

Direi che abbiamo visto tantissime cose, quindi è giunto il momento di rilassarci? Direi di no. Scopriamo ancora cosa puoi fare a Pompei.

Ho per te 3 consigli favolosi. Continua nella lettura.

7. Ristorante Caupona

Ristorante Caupona

Ho deciso di dedicare al cibo tipico di Pompei e della Campania dei paragrafi a parte perché ci sono piatti che devi assolutamente assaggiare.

Quindi ti starai chiedendo perché tra le cose da fare a Pompei inserisco un ristorante. Te lo spiego subito: perché andare al ristorante Caupona è più un’esperienza che un luogo dove fare un pranzo o una cena.

Devi sapere che il termine “Caupona” indicava nell’Antica Roma le osterie: anche a Pompei trovi molte Cauponae (si scrive proprio così il plurale in latino). Non te le ho citate nel paragrafo precedente perché gli street food sono molto più particolari.

Fatto sta che questo ristorante è creato con il design delle antiche Cauponae: un maitre ti accoglierà all’ingresso spiegandoti cosa significano i vari affreschi che vedi sulle pareti esterne ed interne. Se sei stato al sito archeologico di Pompei riconoscerai sicuramente tutto.

Una volta seduto, ti verranno dati degli abiti da indossare: tonaca e fascia da senatore per gli uomini, abito e fascia colorate per le donne.

La cucina propone piatti gourmet, ma io ti consiglio il menù Antica Roma: questa degustazione prevede ricette ritrovate nel volume “De re Coquinaria”, un vero e proprio ricettario utilizzato dagli antichi Romani.

Tra i piatti che ti verranno serviti ci sono sono:

  • Antipasto con acciughe fritte, servite con polenta di mais condita al garum
  • Minestra di farro e ceci speziata al rosmarino
  • Crema di formaggio di capra con frutti di bosco

Da provare almeno una volta nella vita!

8. Il Vesuvio

Vesuvio

Il nome Vesuvio è di origine indoeuropea e si presume sia una dedica ad un capitano dei Pelasgi che abitavano nella zona, anche se probabilmente nell’antichità aveva un nome diverso e pare fosse dedicato ad Ercole (ciò spiegherebbe anche il nome dato alla città di Ercolano).

È un vulcano ancora attivo ma è in uno stato di quiescenza, cioè di riposo. La zona è costantemente monitorata e ci sono già delle misure preventive per evacuare la zona in caso di eruzione, anche se le previsioni dicono che ciò non avverrà prima di 50-100 anni.

Quindi direi che è il momento per una bella scarpinata: sapevi che si può andare a visitare il cratere?

Puoi organizzare un’escursione in solitaria, affidarti ad uno dei tanti tour…ci sono delle compagnie che organizzano delle passeggiate sulle pendici con i cavalli.

E dopo la faticaccia ci si riposerà al mare!

9. Castellammare di Stabia

Castellammare di Stabia

Castellammare di Stabia si trova a soli 7 km da Pompei. In realtà i due territori sono ormai confinanti, quindi non puoi lasciarti sfuggire una visita.

Perché? Innanzitutto la città in origine si chiamava solo Stabia ed era anch’essa un grande polo commerciale e culturale come la vicina Pompei nell’epoca degli Antichi Romani.

Come a Pompei ci sono tanti siti archeologici dell’epoca da visitare, tra cui alcune ville ben conservate.

Se però hai già visto abbastanza e vuoi rilassarti, Castellammare è una località turistica molto frequentata: pensa che è il terzo porto per importanza in Campania, dopo Napoli e Salerno.

Sei sulla costiera amalfitana, il mare è di un azzurro cristallino e trasparente: indossa il costume, sei pronto per prendere il sole e fare dei bei tuffi?

Essendo al Sud, se sei fortunato potresti anche riuscire a fare il bagno nella stagione “invernale”. Io sono stata in zona il 3 novembre e c’erano 21 gradi con un sole splendente. Faceva molto caldo!

L’acqua sarà un po’ freddina, ma vuoi mettere mostrare le foto ai tuoi amici e dire “sì, era novembre e ho fatto il bagno in mare”?

Cosa mangiare e bere a Pompei

10. Il Garum

Il Garum

Sono quasi sicura che appena ti descriverò cos’era in origine il Garum storcerai il naso. Ma fidati, oggi la ricetta è leggermente diversa e buonissima da assaggiare.

In origine il Garum era una salsa creata con liquida di interiora di pesce, pesce salato e olio. Il tutto veniva mescolato all’interno di anfore di argilla e lasciato macerare per giorni e giorni.

Questa salsa molto saporita veniva utilizzata per condire i piatti.

Oggi la preparazione del Garum è stata modificata: non vengono più usate le interiora ma solo la carne pulita dello sgombro, unita ad acciughe, olio, sale e varie spezie.

Viene anche oggi utilizzata come condimento per vari piatti. Per esempio io l’ho assaggiato sopra dei paccheri con pomodorini gialli e stracciata di bufala. Davvero una squisitezza!

Dava quel giusto tocco di pizzicore, per bilanciare il gusto delicato degli altri ingredienti.

11. La Pizza

pizza napoletana

Siamo a soli 20 km da Napoli, quindi non puoi farti sfuggire la pizza napoletana.

Devi sapere che ne esistono di diversi tipi: puoi trovare sia pizzerie dove sederti e gustartela con calma, oppure locali di street food.

Perché dico che ci sono diversi tipi di pizza? Perché non c’è solo la classica, qui sono famose anche la pizza fritta e la pizza a portafoglio.

Cosa cambia rispetto alla pizza normale?

Per la pizza fritta fondamentalmente nulla nella lavorazione dell’impasto, cambia però il metodo di cottura. La pizza fritta viene appunto fritta prima di essere condita!

La pizza a portafoglio, invece, viene preparata e cotta come le pizze normali, ma viene poi chiusa in 4 parti e servita così: perfetta da mangiare mentre si cammina nelle vie del centro.

12. Sfogliatella con il gelato

sfogliatella riccia con gelato all'interno

Come dicevo prima, siamo vicino a Napoli quindi anche a Pompei trovi delle buonissime pasticcerie dove assaggiare la sfogliatella.

Se non sai di cosa si tratta, la sfogliatella è una specie di triangolo di pasta frolla o pasta sfoglia (in questo caso prende il nome di “riccia”), riempito solitamente con crema o ricotta.

A Pompei però ho trovato anche una variante davvero gustosa: la sfogliatella piena di gelato! Come vedi la versione è gigante. Una merenda davvero speciale.

Hai paura per le calorie? Direi che dopo una giornata intensa tra le rovine te la sei proprio meritata come merenda!

12. Vini tipici di Pompei

Siamo ai piedi del Vesuvio, quindi trovi tantissime tipologie di vini coltivati in questi territori.

In particolare ti voglio segnalare:

  • Il Lacryma Christi, che trovi bianco, rosso e rosato
  • Il Falanghina, che trovi solo nella variante bianca
  • Il Falerno, la tipologia di vino che esiste dai tempi degli Antichi Pompeiani, che trovi solo nella variante rossa

homepage sito web mastro berardino

Devi sapere che anche all’interno del parco archeologico sono stati ritrovati dei reperti che testimoniavano i metodi di coltivazione dell’uva a Pompei.

Quindi all’azienda MastroBerardino sono state affidate delle zone all’interno del parco dove continuare la tradizione e coltivare i vigneti secondo il metodo antico.

Da questi vigneti nasce un vino particolare, che si chiama “Villa dei Misteri” che è prodotto seguendo appunto i metodi di coltivazione, vinificazione e affinamento degli Antichi Pompeiani.

13. Conciato romano

conciato romano

Se non sei un amante dei formaggi forti, salta a piedi pari questo paragrafo. Se invece come me, pensi che senza formaggio un pranzo o una cena non siano degni di chiamarsi tali, scopri cosa sto per farti scoprire.

Magari lo conosci già, io per esempio non l’avevo mai sentito nominare. Non farti fuorviare dal nome: si chiama romano non perché è tipico di Roma, ma perché è una ricetta che esiste dai tempi degli Antichi Romani che abitavano a Pompei.

Come si prepara? In prativa si produce con caglio di capretto, latte vaccino, ovino o caprino. Una volta che il formaggio si è formato, le forme vengono fatte riposare in anfore di terracotta per mesi e mesi.

In termini tecnici si dice che questa tecnica resuscita il formaggio, dandogli quelle sensazioni alcoliche al naso e una forte piccantezza.

Per bilanciare il suo gusto forte mi è stato servito con peperoncini dolci di fiume sott’olio. Devo ammettere che me ne sono innamorata!

14. Panis Cibarius

Panis Cibarius

Anche questo piatto è una rivisitazione di una ricetta dell’antica Pompei. Questa pagnotta è fatta con farina d’orzo e di farro.

Se hai già visitato Pompei sai che c’erano numerosi “panifici”, dove tutt’oggi si possono vedere i forni e le macine, azionate a mano.

Il Panis Cibarius oggi è imbottito con i più svariati condimenti, da affettati a verdure grigliate. Con cosa l’ho assaggiato io? Ho scelto solo prodotti campani: mozzarella di bufala, friarielli e pomodori di Sorrento essicati.

Che ne pensi? Non vorresti assaggiarlo anche tu?

15. Formaggi di bufala

fFormaggi di bufala

A Pompei trovi dei caseifici che producono prodotti con il latte di bufala campana.

Ogni azienda di produzione deve sottoporsi a controlli rigorosi per poter certificare che i propri prodotti siano DOP (Denominazione di Origine Protetta).

Molto famose sono le classiche mozzarelle, ma in realtà tutti i formaggi di bufala meritano una chance! Soprattutto la ricotta, una squisitezza!


Eccoci arrivati alla fine del nostro viaggio! Ora sai proprio tutto sulle cose che devi assolutamente vedere, fare e mangiare se visiti Pompei e i suoi dintorni.

Non ti senti anche tu un Console pronto a discutere di politica nel foro?

Oppure sei troppo pieno di cibo per poter anche solo pensare a qualcosa, figuriamoci intavolare una discussione?

Ora che conosci tutto sulla zona, puoi partire preparato e fare da guida a tutti i tuoi amici. Fammi sapere come va il viaggio e buona avventura.