C’era una volta… è l’incipit di ogni storia che si rispetti.

Il potere delle storie e delle parole viene sottolineata in tanti testi e in tanti film d’autore.

Nel XXI secolo le storie continuano ad avere estrema rilevanza.

Cosa è cambiato? Il canale!

Oggi non si parla più di narrazione ma di digital storytelling. Si tratta della narrazione sui canali digitali.

La tua storia può essere datata ma sui sfruttando il mondo virtuale, potrai darle nuova linfa vitale!

Per citare uno dei miei autori preferiti: Non sei finito finché hai una buona storia e qualcuno a cui raccontarla tratta da Novecento di Baricco.

Non seifinito, c’è ancora vita se puoi raccontare o raccontarti. Ma come?

Andiamo conordine e seguiamo l’avanguardia del racconto.

Seguimi in questo articolo per scoprire tutti i segreti dello storytelling, per sfruttare al meglio il potere del racconto!

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Digital storytelling: cosa è?

Storytelling è un termine inglese che significa letteralmente raccontare storie.

Può essere definita l’arte del racconto, che prevede pianificazione e competenze specifiche.

Nello specifico, si tratta dell’atto del narrare, considerando che vanno utilizzati i principi base di retorica e narratologia.

Insomma, un nome nuovo per qualcosa vecchio come il mondo, o almeno come noi. Da sempre l’uomo cerca di raccontarsi.

Te li ricordi i dipinti rupestri degli uomini primitivi? Quello è storytelling.

Lo sono i geroglifici nelle piramidi, i testi della stele di rosetta, i dipinti della Cappella Sistina, gli articoli di giornale, persino i tweet.

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Questa tecnica digitale è il risultato dell’esigenza primordiale di raccontare le esperienze, ma serve anche ad educare e a trasmettere informazioni e conoscenze. Tutto gira attorno alla condivisione.

Ti ricorda niente? Social, media e marketing.

Lostorytelling spazia nella cultura umana coinvolgendo rami completamentedifferenti.

Ecco perché se ne parla tanto! Perché con lo storytelling non si raccontano solo storie, ma anche brand, prodotti, persone ed eventi.

Ai giorni nostri lo storytelling è principalmente marketing. Se fatto bene, ovviamente.

Il digitalstorytelling è semplicemente lo stesso tipo di narrazione ma diffusa edorganizzata con strumenti digitali.

In pratica è un concetto organizzativo. Raccontare una storia con tutti i nuovi strumenti che la nostra digital era ci concede: foto, video, testi, mappe. Qualunque cosa possa raccontare la storia che hai scelto.

Nel mondo di internet quante storie leggi in una giornata? Sui social o sulle mail in arrivo?

Tantissime, se sei come me, anche troppe.

Però questo è il centro focale del marketing odierno: accaparrarsi un lettore, conquistarlo con la storia giusta raccontata al meglio delle nostre possibilità.

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Il potere del racconto

Il racconto e la narrazione sono elementi fondamentali per l’apprendimento.

Forse non ti ricordi come hai imparato a parlare, ma magari hai guardato tuo figlio mentre lo faceva. A

scoltava le tue storie! Ecco la prova che ho ragione.

Lo storytelling è importante per imparare e con questo periodo storico particolare si aggiungono semplicemente tante potenzialità.

Piùopzioni, più forza nel racconto.

Filmati,video, grafici, mappe, animazioni svegliano in noi lettori qualcosa che cispinge a proseguire con il racconto.

Tutti questi strumenti sono già stati introdotti nelle scuole o stanno per esserlo. Il cambiamento sarà lento ma i nativi digitali sanno come muoversi, ed un tratto, lo storytelling sarà solo (o quasi) digital.

Hai visto il Trono di Spade? Non ancora?

Si tratta solo di una delle più belle serie televisive mai viste e non lo dico perché sono fan ma perché è oggettivamente una serie strutturata e realizzata con dovizia di particolari e una trama avvincente.

Ma tralasciamo momentaneamente il suo successo… Ad un certo punto (prometto, niente spoiler!) Tyrion Lannister, nell’ultima epica puntata, chiude la storia con un discorso che mi è rimasto in testa:

«Cosa unisce le persone?» – chiede ai regnanti che lo accerchiano – «armate? oro? vessilli? No, storie. Non c’è niente di più potente di una buona storia».

Dietro alla potenza narrativa di GOT (Game Of Thrones) c’è un genio letterario, George R.R. Martin, e si vede!

Dopo guerra e distruzione, felicità e angoscia, restano le storie.

Scopriamo allora come raccontarle!

GOT

Le caratteristiche dello storytelling

Le caratteristiche fondamentali delle storie digitali sono:

Il fascino: da quando siamo alla scuola primaria siamo affascinati dalle favole e dai racconti.

Speriamo che il personaggio più simpatico vinca le sfide e che tutto vada per il meglio. Ora leggiamo di brand e ci tuffiamo abboccando all’amo nel marketing.

Adesso siamo affascinati dalle performance di un’auto, dai pixels di una fotocamera, dai tessuti. Cambiano i soggetti, ma il fascino è lo stesso. Ecco cosa fa Ikea, per esempio.

Abbondanza di stimoli: con gli occhi di chi legge, spesso le storie raccontano più di quello che scriviamo.

Tutti i significati che nascondiamo nel creare storie vengono scovati anche grazie alle varietà di sguardi e pensieri che attraversano le nostre storie.

Si fa ricordare: una storia ben raccontata è una storia che non si dimentica. Forse non ti ricordi cosa hai mangiato ieri… ma se ti impegni secondo me la favola dei tre porcellini che ti raccontava la nonna te la ricordi. Sai perché? Perché la nonna ci metteva passione!

Predilezione al marketing: nell’era della qualità, la differenza la fa la comunicazione. Il marketing è fondamentale per la diffusione sia di storie che di prodotti e brand.

L’effetto matrioska: una storia genera altre storie, con il processo dell’inter-testualità, favorisce lo spirito critico del lettore ed i collegamenti di pensiero con altre esperienze

Come fare digital storytelling al meglio?

L’arte dello storytelling è in continuo movimento, sempre in fase di rinnovo e corsa, ma le basi danno le dritte giuste per sfruttare al meglio tutte le opzioni dell’era digitale.

Quando si racconta una storia, la cosa migliore è che il lettore si senta parte di questa storia, un po’ come se fosse una conversazione stimolante con un amico su un tema a lui/lei sconosciuto.

Il digital storytelling segue gli schemi narrativi classici. Quindi dobbiamo trasformare tutti i bei discorsi in favole.

Per attirare l’attenzione e coinvolgere il lettore, queste sono le tecniche:

  • Viaggio dell’eroe: tecnicamente ha un termine molto complicato anche per l’inglese, i monomyth. Non serve molto per capire che il nostro eroe lascia home sweet home per l’ignoto. Un esempio antico? Ulisse di Omero!
  • Montagna: salita, salita, picco e discesa. Lo schema è questo, sempre in viaggio;
  • Cerchi concentrici: da storia nasce storia. Quindi da un cerchio si genera una narrazione potenzialmente infinita che passa da una storia all’altra. Le linee narrative si intrecciano continuamente. Un esempio recente è Dark, bellissima serie TV tedesca.
  • Sparlines: il racconto si sviluppa su due piani, come le cose sono e come le cose dovrebbero o sarebbero potute essere
  • Media Res: si parte dal fulcro della narrazione per poi raccontare il prima e il dopo. Un po’ alla Star Wars o le Regole del Delitto Perfetto, per i meno nerd.
  • Idee convergenti: più storie raccontano una storia più grande. Le idee si mescolano per creare una grande idea.
  • Falsa partenza: la banalità di un normale inizio viene interrotta bruscamente per ricominciare da capo. Russian Doll ne è un esempio perfetto.
  • Struttura a petalo: storie diverse che si raccontano attorno ad una storia centrale.

Come dicevamo, con il digital storytelling ci si avvicina alle favole, ecco perchè quindi seguire l’archetipo delle storie dei bambini può aiutare: l’eroe lotta per seguire il suo destino e salvare qualcuno da qualcosa (antagonista), dopo la battaglia (trauma) e grazie agli aiutanti, raggiunge l’obiettivo finale.

Ecco, costruisci la tua storia così!

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Una volta che hai scelto lo scema narrativo della tua storia, ecco i consigli giusti per strutturarla al meglio.

Scrivi offline: prepara la tua storia e solo quando è perfetta, sbattila online. Non servono storie finte, ma vere e autentiche.

Racconta quello che gli altri non dicono: devi pubblicizzare la tua location? Racconta qualcosa che nessuno sa.

Un aneddoto, una storia personale. Così tutto d’un tratto la descrizione dell’arredamento della sala meeting non sarà solo utile ma d’impatto.

Rendi personale la tua location, così come fa Meeting hub: appassionandosi ad ogni sala presente sul portale.

Stimola l’interazione dei lettori: commenti, condivisione, direct e messaggi sono il massimo a cui puoi aspirare, oltre alle vendite ovviamente. Creano contenuti diretti e veri, aumentano quindi la credibilità della storia. I tuoi lettori potrebbero diventare i tuoi Content Creator.

Sii appassionato e presente: non puoi fidelizzare i tuoi lettori se scrivi una storia al mese, devi essere costante, cullare la quotidianità dei tuoi lettori.

Scegli la piattaforma giusta per stimolare la condivisione: fai attenzione a dove decidi di pubblicare il tuo storytelling, è importante per l’impatto con il pubblico.

Realizza un piano editoriale per organizzare le pubblicazioni dei tuoi contenuti. Potrai raccontare la storia della tua azienda un po’ per volta.

Tipologie di storytelling

Lo storytelling come tecnica persuasiva in uso al marketing nasce alla fine del XX secolo negli Stati Uniti.

Ma quali sono gli strumenti e le differenze tra le diverse tipologie di telling something? Come ci può aiutare il web 2.0?

Bene, ecco qui le principali categorie di digital storytelling:

  • Timeline: una timeline è uno scorrere di notizie in ordine cronologico attorno ad un tema. Una specie di linea del tempo. Se devi raccontare un brand o un prodotto magari ti sembrerà strano, ma vanno bene anche le novità e le evoluzioni.
  • Storymapping: qui entrano in gioco le opzioni web, con l’uso di mappe geografiche o immagini. Questa tecnica è perfetta in campo turistico, in quanto si possono illustrare le tappe di viaggi e tour. Ideale anche per inchieste giornalistiche!
  • Transmedia: è un mix tra media e tecniche per raccontare la tua story. Immagini, video, mappe, testi, un po’ di tutto per avere una visione a 360 gradi.
  • Visual: qui la storia è raccontata tramite immagini. Possono essere in slideshow e scorrere tranquille una dopo l’altra, oppure può esserci l’intermezzo di testo con la linea guida del narratore.
  • Video: immagino tu abbia già capito.
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Che risultati puoi ottenere con il digital storytelling?

Diffusione virale, traffico e clienti.

Con il digital storytelling ci si appoggia a storie vere ed autentiche che riescono ad acchiappare l’attenzione del lettore grazie alle emozioni che vengono suscitate.

In qualche modo riesce e rompere gli schemi. Basta letture sterili sulle caratteristiche di un prodotto come se fosse il bugiardino delle medicine. I lettori vogliono la magia. E la magia funziona.

In ambito aziendale o comunque di marketing pubblicitario è utile schematizzare le idee seguendo l’analisi SWOT: strenghts, weakness, opportunities e threats. Quindi punti di forza, debolezza, opportunità e minacce esterne.

Con questa visione si hanno sotto controllo gli sviluppi della campagna pubblicitaria e la potenza o la debolezza del digital storytelling.

Chi fa digital storytelling?

Come dicevamo all’inizio, l’arte del racconto prevede delle competenze specifiche, soprattutto ora che il marketing e la pubblicità si dedicano a queste “nuove” tecniche.

Chi serve?

  • Qualcuno che definisca la strategia: cioè una persona che organizza il piano editoriale. Cosa pubblicare e quando.
  • Qualcuno che scriva: letteralmente lo storyteller. Chi mette mano alla creatività ed alla fantasia e inizia a creare i contenuti del digital storytelling.
  • Qualcuno che sfrutti le tecniche digital: un videomaker, un fotografo o in generale un creativo senza parole.
  • Qualcuno che si occupi del media design: quindi che si preoccupi dei vari adattamenti alle piattaforme. Siano questi sito, materiale cartaceo, social, radio, video, insomma, tutti i possibili canali di diffusione.
  • Ultimo ma non meno importante il corporate storyteller: cioè chi riesce ad allineare ed organizzare tutta la pubblicazione. Ogni piattaforma viene gestita, così come testi, video e foto revisionati. Quando il prodotto è pronto, dà il via per la pubblicazione.
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Esempi di digital storytelling

Dopo aver scoperto tutto quello che c’è da sapere su come fare del buon storytelling, che ne dici di qualche esempio? Sono sicura che conosci questi brand!

Il caso Nike

Per festeggiare i 25 anni del brand, Nike ha scelto di costruire uno spot video con Colin Kaepernick, football player americano.

Dietro un grande lavoro di pensiero e di idee con del buon copywriting è nata la storia dello spot che dice “Credi in qualcosa, anche se vuol dire sacrificare tutto quanto.”

La narrazione veicola coraggio, tenacia e passione e lo fa attraverso volti che nell’immaginario comune rappresentano proprio questo. Ci sono anche Serena Williams e Lebron James. Colin è il narratore della storia, in sottofondo alle immagini racconta la fatica dei sogni.

Nike fa molto bene questo tipo di narrazioni.

#TrueTunisia

In ambito turistico troviamo il video di True Tunisia. L’obiettivo è raccontare quello che i TG non dicono: l’incanto di questa terra.

Con l’aiuto di 5 youtuber europei, hanno dato vita ad un progetto che porta lo spettatore in viaggio in Tunisia. Direttamente.


Sei arrivato fin qui? Ottimo!

Allora sono riuscita ad accalappiare la tua attenzione, sarà stata l’arte del digital storytelling?

Fammi sapere cosa ne pensi, anzi, raccontami una storia!

Si sa, non sei finito finchè hai una buona storia da raccontare.

A presto!