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Fumo all’aperto: come comportarsi?

Lo sai che fumare all’aperto può creare problemi durante i meeting? In questo articolo c’è tutto quello che devi sapere per evitarli.

Caro organizzatore di meeting, ovunque tu vada troverai la tua platea divisa in due categorie.

C’è infatti un gruppo di persone che, durante il meeting, aspetta con ansia il momento per accendere una sigaretta. Prova una sensazione estremamente piacevole nel sentire il gusto del tabacco in bocca e l’aria calda che gli entra nei polmoni. Non riesce proprio a farne a meno! E quando vede i cartelli “Zona Fumatori” tira un sospiro di sollievo…

Stiamo parlando dei fumatori.

L’altro gruppo invece ama l’aria fresca. Durante le pause chiacchiera, socializza, ride e scherza, ma si tiene ben lontano dalle nuvole di fumo passivo che provocano tosse, fastidio e malumore.

Questi naturalmente sono i non fumatori.

Ma a te perché deve interessare?

Se organizzi eventi ti troverai sempre alle prese con i primi che rivendicano il loro diritto al fumo mentre i secondi rivendicheranno quello all’aria pulita!

In questo articolo approfondiremo la questione del fumo nei luoghi pubblici e ti darò consigli utili per evitare che i fumatori diano fastidio non fumatori e viceversa.

Prima, però, partiamo dalla legge.

Legge antifumo nei locali pubblici

icona divieto fumoUn tempo il fumo aveva una connotazione tutto sommato positiva. Molti personaggi importanti dello spettacolo, della cultura e della politica erano ritratti con un sigaro in mano. Il guerrigliero Che Guevara, il regista Alfred Hitchcock e lo psicologo Sigmund Freud si sono impressi nell’immaginario collettivo in una nuvola di fumo, con un sigaro o una pipa tra le mani.

Con il passare degli anni e con l’aumento esponenziale dei fumatori e dei tumori alla gola e ai polmoni, ci si rese conto che il consumo di tabacco è un grosso rischio per la salute. I medici, inoltre, lanciarono un altro allarme: i pericoli del fumo non riguardano solo i fumatori, ma anche le persone che stanno loro accanto! E così nacque la preoccupazione per il fumo passivo.

La libertà di fumare ha quindi iniziato a restringersi. Se prima il fumatore poteva fumare praticamente ovunque, la paura delle malattie ha portato l’opinione pubblica a considerare il fumo come un fenomeno pericoloso da cui stare il più possibile alla larga.

Dopo il 2000 la questione è diventata materia di discussione parlamentare fino a prendere forma nella legge n°3/2003, che sancisce il divieto di fumo in tutti i luoghi pubblici chiusi eccezion fatta per le sale fumatori, che devono essere segnalate da appositi cartelli ed avere un potente sistema di aspirazione dell’aria.

Chi non rispetta queste regole è punito con multe piuttosto alte, che a seconda dei luoghi possono superare il migliaio di euro. Inoltre, anche il responsabile del locale è passibile di multa se viene appurato non fa rispettare il divieto.

Questo ha permesso di tutelare meglio i polmoni dei non fumatori ma ha comportato una vera e propria rivoluzione dei costumi dei tabagisti.

Infatti, per fumare in santa pace una sigaretta, è necessario andare nei luoghi dove è consentito. In sostanza, se escludiamo le rarissime sale fumatori di qualche bar o discoteca, bisogna uscire all’aperto. Fu così che nacque un nuovo aggregato sociale: il consueto gruppo di “ciminiere” che si accalca sulle uscite di emergenza delle sale meeting per fumare durante il coffee break.

Fumo all’aperto e nuovi problemi

Naturalmente la pratica del fumo all’aperto ha portato con sé alcune problematiche. 

Prima di tutto i mozziconi. Forse oggi non ci facciamo caso, ma ci sono molte più “cicche” su marciapiedi e viali di quante non ve ne fossero un tempo. Questo è dovuto al fatto che spesso negli spazi esterni mancano i posacenere. I fumatori, costretti a fumare all’aperto, non hanno un posto dove buttare la sigaretta appena finita.

E se ti chiedi perché non lo buttano nel cestino, prova a pensare a cosa succederebbe se buttassi un tizzone ardente in un sacchetto pieno di cartacce… perché forse non ci pensiamo, ma nel mozzicone appena consumato c’è il fuoco, quindi è un potenziale pericolo se viene in contatto con sostanze infiammabili. Meglio buttarlo in terra e chi s’è visto s’è visto, è il pensiero, a quanto pare, di una grande fetta del popolo dei fumatori.

Inoltre, dal momento in cui la legge n°3/2003 è entrata in vigore ci siamo resi conto che il fumo dà fastidio ai non fumatori anche negli ambienti aperti. Per esempio, ti è mai capitato di mangiare durante un pic nic e avere accanto una persona che fuma? Ecco, per un individuo a cui dà fastidio il tabacco questa è una situazione sgradevole, eppure il fumatore ha tutto il diritto di fumargli accanto.

E poi, diciamolo, il tabagista dà un cattivo esempio ai giovani. Vedendolo in un ambiente pubblico intento nel suo vizio, i ragazzini potrebbero imitarlo ed entrare nel tunnel del tabacco.

Era chiaro che la situazione non poteva rimanere stabile, e infatti sono fioccati i provvedimenti legislativi.

Contro il fumo all’aperto

Se sei fumatore, non preoccuparti: non siamo ancora arrivati al divieto di fumare all’aperto generalizzato a livello nazionale. Devi sapere però che molte amministrazioni comunali hanno deciso di estendere il divieto ad alcuni luoghi pubblici all’aperto.

  • A Trento non si può fumare vicino alle scuole. Quindi le mamme trentine non possono più godersi la loro sigaretta mentre aspettano i loro piccoli alle quattro del pomeriggio.
  • Ad Alghero, in Sardegna, il divieto di fumo è stato esteso nei parchi pubblici, quindi le mandrie di ragazzi tabagisti sono state costrette a migrare altrove.
  • A Napoli c’è addirittura il divieto assoluto… ma solo se ci sono minori nei paraggi. In più è divieto totale durante manifestazioni pubbliche. Non male, dato che durante i concerti si alzano nuvole di fumo illuminate dalle luci stroboscopiche… e considerando le folate di iuta bruciata che salgono su per le narici, non sempre sono sigarette di tabacco!
  • A Bibione, località balneare in provincia di Venezia, il divieto di fumo riguarda il litorale, soprattutto per il problema dei mozziconi, dato che la spiaggia ultimamente veniva utilizzata come un immenso posacenere!

Come puoi vedere, la tendenza è evidentemente quella di limitare fortemente il fumo anche negli spazi all’aperto.

Di conseguenza, ti conviene informarti preventivamente sui divieti di fumo nella città in cui vai a organizzare il tuo meeting.

Ma ora veniamo alla pratica.

Due tribù che convivono

icona bilanciaSai meglio di me che la legge non si discute. In modo particolare per quanto riguarda il divieto di fumo nei luoghi chiusi, dato che la multa verrebbe affibbiata non solo al fumatore ma anche al responsabile… che sei tu! 

Dunque, zero sigarette in sala meeting.

Il problema è quando non ci sono divieti espliciti ma possono nascere incomprensioni.

Qui devi padroneggiare l’arte sottile della diplomazia. Da una parte non puoi fare sentire i fumatori come degli appestati. Ognuno ha diritto ad avere dei vizi purché non vada a danneggiare gli altri. D’altra parte chi non fuma ha il diritto di respirare aria pulita.

Eccoti due consigli per evitare malumori da entrambe le parti:

icona righelloSpazio minimo di distanza dalle porte. Sarà successo anche a te di andare al cinema e vedere la gente fuori dalle porte di emergenza a fumare, poi sentire ancora la puzza delle sigarette una volta tornato in sala.
Non ti è rimasta nel naso, come si usa dire comunemente. La puzza è entrata effettivamente all’interno della sala. Il fumo infatti non è inerte e fisso come un blocco di cemento. Viaggia sospinto dalla corrente d’aria. E la corrente tende a risucchiare l’aria esterna all’interno della sala, così ci entra un po’ di fumo.
Per questo per fumare senza dare fastidio agli altri non basta uscire dalle porte, ma è meglio allontanarsi di qualche metro. Per evitare inutili sermoni che potrebbero irritare i fumatori, ti consiglio di preparare dei cartelli con scritto “zona fumo” e appenderli all’esterno, a qualche metro di distanza dalle porte di uscita della sala meeting.

icona playPausa all’aperto concessa per tutti. Se possibile, scegli una location che dà la possibilità di fare un break all’aperto dopo mangiato, oppure nella pausa caffè.
Ricordati di dire ai partecipanti al tuo meeting che c’è questa possibilità. I tabagisti ovviamente saranno felicissimi perché sapranno che è possibile fumare. Quello che li farà davvero contenti, tuttavia, è il fatto che non li hai discriminati. Infatti, presentando l’uscita durante le pause come un giretto per respirare aria buona, coinvolgi implicitamente anche i non fumatori, evitando di spezzare i due blocchi.

Alla fine del meeting ognuno manterrà i propri vizi, ognuno le proprie virtù, ma tutti avranno una cosa in comune: il ricordo di una bella esperienza dove il fumo non è stato un problema per nessuno.

Photo Credit: http://vaping360.com/e-cigarettes

Michele Ghilardelli

Michele Ghilardelli

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