È passato oramai più di un anno dall’entrata in vigore in Italia del GDPR che ha innescato in Italia (e nell’intera Unione Europea) importanti processi di cambiamento.

Grazie a questo provvedimento la protezione dei propri dati personali durante la navigazione nei siti web è sicuramente diventata più sicura, ma ti sei mai chiesto cosa sia cambiato veramente?

Ma soprattutto, abbiamo veramente capito di cosa si tratta prima di scatenare il panico invadendo i nostri utenti con infinite informative da accettare?

Spesso infatti l’eccesso di questi testi su cui cliccare accetto, si trasforma solo in una navigazione più lenta e noiosa, che spinge l’utente ad abbandonare il sito.

In questo articolo ho riassunto questo mondo, cercando di renderlo il più semplice e il più comprensibile possibile.

Anche – e soprattutto – a chi non mastica legge.

Il diritto alla privacy

Privacy scritta

Cos’è esattamente il diritto alla privacy che tante volte viene osannato ma senza veramente comprenderne il significato?

Disciplinato dall’art. 9 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, il diritto alla privacy altro è il diritto alla protezione dei dati personali.

Ciascuno di noi ha quindi il diritto di pretendere che tutti i dati, che possano dare qualsiasi tipo di informazione inerente alla nostra persona e alla nostra vita, ricevano un corretto trattamento.

Questo diritto è stato disciplinato in modo contemporaneo e reso ancora più ampio con il Regolamento (UE) 2016/679, indispensabile in una società che fa sempre più ricorso alle nuove tecnologie e all’utilizzo del web anche per la circolazione di dati personali.

Ma di questo parleremo più avanti.

Iniziamo con il capire cosa sia effettivamente il trattamento dei dati sulla privacy.

La legge sulla privacy

Privacy tasto pc

La legge sulla Prinvacy si occupa quindi di prevedere dei comportamenti atti a tutelare l’integrità di quei dati che possono essere rilevanti per quanto riguarda gli aspetti sensibili di una persona giuridica.

Solo in questo modo sarà infatti possibile monitorare e sanzionare l’eventuale violazione dei dati personali.

Sono state per questo previste delle leggi che prevedono il rispetto dei dati personali di soggetti terzi da parte di tutti coloro che ne fanno richiesta ed uso.

Le pene sono pecuniarie e il reato è civile ma si sta andando incontro a sanzioni sempre più severe visto il grado di importanza che i dati stanno acquistando in questo preciso momento storico.

Il GDPR

GDPR

L’attuazione definitiva del nuovo Regolamento Generale sulla Protezione dei dati personali n 2016/679, meglio conosciuto come GDPR risale alla sua ufficiale pubblicazione del 4 maggio 2016 sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.

Si tratta di un adempimento nato da un’urgenza europea di dare un regolamento comune e approvato dall’intera comunità, che lasci comunque ad ogni singolo stato la potestà di legiferare in autonomia a seconda di ogni determinata situazione.

In Italia, il regolamento è poi divenuto attuativo in modo definitivo lo scorso 25 maggio 2018, giorno in cui chiunque trattasse dati personali ha dovuto dare una decisiva svolta alle proprie pratiche e adeguarsi alle nuove normative.

Il GDPR è stato importante poichè ha introdotto nella legislazione novità in merito alla privacy e con esse anche sanzioni più severe in caso di mancato rispetto delle normative.

Alcune delle novità introdotte sono ad esempio l’obbligo di documentare in modo corretto tutti i trattamenti dei dati via via stipulati.

Oltre a questo il GPDR ha contribuito anche a semplificare alcuni passaggi delle informative precedenti, rese cosi prive di ogni possibilità di duplice interpretazione.

Con il GDPR è stata inoltre istituita la figura del Data Protection Officer (DPO).

Indispensabile è divenuto quindi individuare un soggetto responsabile della protezione dei dati, nominato direttamente da enti pubblici e aziende.

A livello pratico: cosa succede?

Privacy sul telefono

Le nuove regole del GDPR sono state quindi pensate e create per andare incontro ai grandi cambiamenti introdotti da un uso sempre più massiccio dei social network e del web nelle attività di ogni giorno.

Ogni giorno, anche forse senza rendercene conto, condividiamo una mole sempre più ampia di dati personali, che potrebbero essere sfruttati in modo scorretto da parte delle aziende.

Spesso senza che nemmeno lo immaginiamo, creano dei veri e propri business, con un grande circolo di denaro, solamente utilizzando i dati che abbiamo fornito in modo spontaneo per i più svariati motivi.

I complessi meccanismi di profiling che permettono di recuperare dati attraverso newsletter e simili sono così sottoposti a rigidi controlli, permettendo una maggiore protezione dei dati.

L’obiettivo principale è soprattutto quello di spiegare all’utente finale in modo più chiaro e preciso gli utilizzi che l’azienda farà di quei determinati dati, rendendo soprattutto lo stesso libero di scegliere se consentirlo e per cosa lo sta consentendo.

Anche il linguaggio utilizzato nelle normative e nei regolamenti che spesso e volentieri tutti accettiamo, senza nemmeno leggere (o senza capire) è stato reso più semplice e soprattutto comprensibile anche a chi non ha competenze in materia di legge.

Uno dei cambiamenti più importanti è relativo alle aziende che forniscono servizi sul web. Questi ultimi dovranno ricevere un consenso esplicito da parte degli utenti prima di utilizzare i loro dati personali.

Consenso che dovrà essere dato per ogni singolo utilizzo che il fornitore di servizi vorrà fare di tali dati.

Se prima del GDPR non era necessario comunicare eventuali violazioni nel trattamento dei dati, con questo nuovo regolamento diventa obbligatorio.

Anzi, il mancato rispetto dell’obbligo di comunicare la violazione al Garante entro 72 ore dall’evento (o comunque nel più breve tempo possibile) comporta importanti sanzioni.


Sono riuscita a spiegarti brevemente cosa è cambiato nel mondo della privacy con l’inserimento del famoso GDPR?

Come potrai immaginare è un argomento molto vasto e molto complesso.

Le direttive da prendere in considerazione sono tante, così come i cambiamenti che le aziende hanno dovuto e dovranno affrontare.

Chiaramente si tratta di un processo in cui anche l’utente finale gioca una parte attiva e importante. L’abitudine di cliccare “accetto” in qualunque sito stiamo navigando, ci farà sicuramente risparmiare tempo, ponendoci però purtroppo di fronte a rischi spesso non immediatamente calcolabili.

Il consiglio è sempre quello di leggere attentamente e di valutare quali possano essere le ripercussioni dietro alla trasmissione di ogni nostro dato.

La normativa c’è, ed è stata resa il più semplice possibile.

Lamentarsi per non aver letto e aver accettato le condizioni che ci sono state proposte non solo non è possibile, ma è anche inutile!

Spero che questo articolo ti sia stato utile!

Per altri consigli in merito non esitare a commentare questo articolo o tieniti aggiornato tramite gli altri articoli presenti sul nostro blog.

Alla prossima!