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prossemica nelle sale meeting

La prossemica nelle sale meeting

Questo articolo è rivolto a tutti coloro che vogliono comprendere come i comportamenti non verbali e le leggi della prossemica possono influire sulla disposizione delle persone all’interno di una sala meeting.

Lo sai vero che osservando come spontaneamente si dispongono le persone all’interno di una stanza ti dice molto sulla personalità dei singoli individui?

E che persino sedersi ad un tavolo in un certo modo rivela qualcosa su di te e sulla tua condizione sociale?

Non lo sapevi?

Non preoccuparti, di seguito ti fornirò gli strumenti per comprendere il linguaggio non verbale che utilizziamo tutti i giorni. Alla fine di questo articolo sarai in grado di osservare una qualsiasi interazione tra persone e capire quale fra di esse ha più autorità dal suo modo disporsi in una stanza.

Ovviamente non è necessario che ti spieghi perché è importante la comunicazione non verbale, di sicuro lo saprai già.

Giusto?

Se proprio in questo momento ti è sfuggito di mente, ti basti sapere che comprendere i messaggi che inviamo con la gestualità e con il nostro modo di regolare le distanze è un sistema molto utile per migliorare le proprie relazioni sia dal punto di vista professionale che privato.

Si stima che addirittura il 55% della nostra comunicazione avvenga con il linguaggio del corpo! E, soprattutto, che con il linguaggio del corpo sia impossibile mentire.

Bene, quindi mettiti comodo e prendi carta e penna… cominciamo!

 

NON INVADERE IL MIO SPAZIO PERSONALE

Proprio l’altro giorno, pensavo al fatto che fossero già passati diversi anni dalla mia prima lezione universitaria. A parte rammaricarmi di quanto il tempo passi in fretta, ricordo ancora l’imbarazzo di entrare in una classe piena di gente sconosciuta.

Il primo pensiero che ho avuto è stato: “E adesso dove mi siedo?”

Ovviamente ho scartato subito la prima fila, non volevo correre il rischio di essere presa subito per la “secchiona” di turno. Nemmeno l’ultima fila era un’opzione fattibile, i posti erano già quasi tutti occupati.

 

Ho deciso quindi di sedermi in una delle file centrali, sul lato esterno, e a distanza di circa due metri da un’altra ragazza.

Giusto per non sembrare scortese e asociale.
Ma non troppo vicina, era comunque una persona sconosciuta!

Di sicuro una situazione simile sarà capitata anche te, anche se non hai frequentato l’Università.
Sono situazioni che accadono tutti i giorni: quando vai al cinema, quando prendi l’autobus oppure quando partecipi ad un convegno sei costretto a relazionare il tuo spazio con quello di altre persone.

 

people distanceForse non sai che tutti noi, in questi casi, adottiamo dei comportamenti per difendere il nostro spazio personale, che include un’area attorno al nostro corpo.

Dato che noi esseri umani non siamo tutti uguali, anche l’ampiezza di quest’area non sarà la stessa per tutti.

I fattori che influenzano l’ampiezza del nostro spazio personale sono tre:

  • Fattori etnici: ad etnie diverse corrispondono spazi personali differenti. Un giapponese, per esempio, è abituato a vivere e muoversi in uno spazio personale molto più ristretto rispetto a quello di uno svedese.

 

  • Fattori ambientali: l’ambiente in cui si cresce condiziona il nostro spazio personale. Chi cresce in città ed è abituato a prendere pullman e metro sovraffollati avrà uno spazio personale più ristretto rispetto a chi è cresciuto in montagna o campagna.

 

  • Fattori sociali: più spazio = più potere. Non sono necessarie altre spiegazioni.

Pensi che sia finita qui? Eh no, non è così semplice!

Ed è qui che entra in gioco la prossemica.

 

LA PROSSEMICA, QUESTA SCONOSCIUTA

La disciplina che studia il modo in cui ci relazioniamo con lo spazio intorno a noi, e di conseguenza con lo spazio personale di altri individui, si chiama prossemica.

Secondo la prossemica il nostro spazio intorno al nostro corpo è suddiviso in quattro cerchi concentrici. Vediamo quali sono, dal più piccolo al più ampio:

 

    • Zona intima: da 20 a 50 cm dal nostro corpo, è la zona entro la quale ammettiamo solo i nostri amici intimi o i famigliari

 

    • Zona personale: da 50 cm a 1,20 m dal nostro corpo, è la zona entro la quale ammettiamo i conoscenti ma con le quali non abbiamo un rapporto stretto di amicizia. Se ci pensiamo infatti è di circa 1 m la distanza che manteniamo quando avviamo una conversazione di cortesia ad una riunione.

 

    • Zona sociale: arriva ai 2,40 m dal nostro corpo ed è la zona dei rapporti di lavoro. Manteniamo questa distanza con gente che non conosciamo.

 

    • Zona pubblica: dai 2,40 agli 8 m, è la zona entro la quale si colloca uno speaker che si rivolge al pubblico. In questa zona il linguaggio verbale assume un’importanza maggiore.

 

Zone-prossemiche

 

Ecco spiegato perché, entrata in aula, mi sono seduta a circa 2 metri di distanza dalla ragazza: dato che per me era una completa sconosciuta, non era ammessa nella mia zona personale, né tantomeno nella mia zona intima.

La prossemica mi ha inoltre permesso di capire come mai la maggior parte degli studenti si fosse concentrata in ultima fila e perché io avessi deciso di sedermi sul lato esterno. Avere le spalle, o un lato del corpo, al muro consente di raggiungere una posizione dominante. La sensazione inconscia è infatti quella di sentirsi meno minacciati poiché un lato del nostro spazio vitale viene protetto da un muro.

Interessante vero?

 

LA PROSSEMICA NELLE SALE MEETING

Anche le sale meeting non sono immuni dalle leggi della prossemica.

meeting-tablePrendiamo per esempio il caso di un meeting in cui vi sia una disposizione dei posti a sedere a tavolo unico, ovvero tutti sono seduti intorno ad un tavolo rettangolare.

 

In questo caso chi siederà a capotavola, dalla parte opposta rispetto alla porta di ingresso della sala, sarà colui che deterrà maggior potere.

All’altro capotavola avremo la persona seconda per importanza, in quanto è posta più vicina alla porta. Seguono poi per importanza coloro che sono seduti vicino a chi detiene maggior potere.

Ricordiamoci sempre che ci dà le spalle alla porta sarà inevitabilmente in una posizione svantaggiata!

Sempre nello stesso contesto, coloro che sono seduti vicini, dallo stesso lato del tavolo, tenderanno maggiormente a collaborare. Due persone che sono invece rivolte una di fronte all’altra saranno invece più propense ad assumere un atteggiamento competitivo.

 

esempio icona meetingNel caso di una disposizione dei posti a sedere a platea o a classe, ovvero casi in cui tutti i partecipanti siano seduti in file parallele rivolte verso un palco, lo speaker avrà una posizione dominante.

Egli infatti non solo sarà distante dal resto del pubblico ma spesso occuperà anche una posizione più elevata per essere chiaramente visibile.

 

Allora, ti ho convinto? Hai capito quanto possa essere importante la comunicazione non verbale?
Scrivimi la tua opinione in un commento.

Alice Rota

 

 

Alice Rota

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