“…Milano da bere.” Sui social o tra amici ti sarà capitato spesso di sentire questa citazione ma, lasciamelo dire, il capoluogo lombardo è molto di più.

In questa guida ti consiglio le 20 migliori cose che bisogna assolutamente vedere, fare e mangiare a Milano.

Come recitava uno slogan degli anni ’80: “Milano rinasce ogni mattina, pulsa come un cuore. Milano è positiva, ottimista, efficiente. Milano è da vivere, sognare e godere. Milano da bere.”

La capitale della moda è una città tutta da scoprire nonostante la sua fama nel mondo. È una metropoli che offre ma che chiede molto in cambio.

Essere milanese non è semplice ma è un privilegio.

Cosa vedere a Milano

Skyline di MilanoCi sono città di evidente bellezza, con un fascino oggettivo, mentre altre sono da scoprire. Milano appartiene a quest’ultima categoria.

Può entrarti nel cuore se la visiti perdendoti tra le vie che si allargano e si stringono, che si illuminano della luce delle vetrine o si oscurano con la nebbia.

Il capoluogo lombardo è come una modella, nuda e struccata, che si mostra per come è realmente nei suoi pregi e nei suoi difetti, pronta a farti innamorare perdutamente di lei.

Se non sai cosa vedere a Milano non ti preoccupare, questa guida ti aiuterà a non tralasciare nulla e tornare a casa con un fantastico ricordo.

1. Duomo di Milano

Duomo di Milano

Probabilmente una della strutture più iconiche della città è proprio il Duomo o il Dòmm de Milan, come lo chiamano in dialetto.

Forse non tutti sanno che il vero nome però è: Basilica Cattedrale Metropolitana della Natività della Beata Vergine Maria.

Proprio a Maria è anche dedicata la statua che nel corso degli anni è diventata il simbolo di Milano: la Madùnina, la celebre statua fatta da Giuseppe Perego in rame dorato.

La storia del Duomo inizia nell’ultimo ventennio del 1300 e dobbiamo la sua maestosità all’allora Duca di Milano Gian Galeazzo Visconti.

Assumendo il controllo del progetto, lo rivoluzionò imponendo che venisse usato il pregiato marmo di Candoglia e che l’architettura fosse quella del tardo gotico per tenere il passo alle tendenze europee di quel periodo.

I progetti mutarono negli anni, soprattutto quelli inerenti alla facciata ma fu solo dopo un’istanza diretta di Napoleone che, nel 1805, Giuseppe Zanoia avviò i lavori di completamento, conclusi poi nel 1813 da Carlo Amati.

Oggi il mantenimento di un’opera tanto maestosa non conosce tregua, infatti, la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, è sempre al lavoro per mantenere integra e pulita la struttura.

Ecco qualche curiosità su quest’affascinante monumento:

  • Non è una semplice chiesa, è la cattedrale gotica più grande al mondo.
  • Con le sue 3400 statue, 135 gargoyle e 700 figure di altro genere è la chiesa con il più alto numero di statue.
  • Al di sopra dell’abside, sopra l’altare, c’è un punto segnato con una luce rossa, si dice che proprio lì sia custodito uno dei chiodi usati durante la crocifissione di Cristo.
  • Ti sarà capitato qualche volta di dire: “Uffa!”. Devi sapere che questo termine arriva proprio da qui. Durante la costruzione il Duca ordinò che sul marmo destinato alla costruzione del Duomo fosse inciso la scritta AUF, ovvero ad usum fabricae, questo consentiva ai trasportatori di non pagare alcuna tassa per entrare in città. AUF si è trasformato in “a ufo”, per intendere una cosa fatta a scrocco e poi uffa, per esprimere disappunto e fastidio.
  • L’alabarda che la Madùnina tiene fiera tra le mani è in realtà un parafulmine camuffato egregiamente.
  • A Milano vige una legge: nessun edificio può essere più alto della Madonnina. Non storcere il naso, so bene che conosci molti altri edifici più alti ma la regola non è mai stata infranta, in cima a questi c’è una copia della statua cosicché possa sempre proteggere Milano dall’alto.

2. Teatro alla Scala

Panoramica del Teatro alla Scala di Milano

Più semplicemente noto come “la Scala” è il teatro d’opera più importante della città di Milano ed è inoltre considerato uno dei più prestigiosi teatri di tutto il mondo: esibirsi alla Scala, per un artista, vuol dire essere arrivato in cima alle proprie ambizioni.

Il teatro sorge sulle ceneri della vecchia chiesa di Santa Maria alla Scala e fu inaugurato il 3 agosto 1778 con l’opera “L’Europa riconosciuta” del compositore Antonio Salieri.

Dal 1991 il Teatro alla Scala si occupa della formazione di professionisti dello spettacolo di 4 discipline: musica, danza, palcoscenico-laboratori e management.

Ecco alcune curiosità su questa elegante e magnifica struttura:

  • Degli originari 3000 posti a sedere, dopo le numerose ristrutturazioni e modifiche, oggi ne rimangono circa 2000.
  • Un tempo i palchetti erano di proprietà delle famiglie nobili ed ognuna lo addobbava con sfarzo e sontuosità in modo tale da farsi riconoscere da tutto il resto del teatro. Uno in particolare di questi palchetti ha sempre suscitato curiosità: il numero 13; non si sa di chi fosse, sta di fatto che il palchetto è interamente tappezzato di specchi da cui si può osservare ogni angolo del teatro.
  • Una leggenda vuole che il teatro ospiti il fantasma di Maria Malibran, celebre soprano del XIX secolo.
  • Il celebre lampadario che si trova al centro del teatro conta 400 lampadine ed è così grande che nella coppa che lo sorregge, attaccata al soffitto, potrebbe entrarci un uomo. Inoltre, al contrario di ciò che si pensa, non è fatto interamente di cristallo ma anche di plastica: bada bene non per motivi economici, solo per sicurezza perché altrimenti il peso sarebbe stato eccessivo secondo gli architetti.

3. Palazzo Reale

Facciata esterna del Palazzo Reale a Milano

Il Palazzo Reale di Milano si trova alla sinistra del Duomo, residenza fino al 1919 ed ora sede d’importanti mostre ed esposizioni.

Nei secoli il palazzo ha subito notevoli e, spesso, invadenti restauri; l’attuale immagine che abbiamo di questa struttura risale alla seconda metà del 1700 grazie al volere di Ferdinando d’Asburgo-Lorena e sua moglie Maria Beatrice d’Este.

Durante la Seconda Guerra Mondiale però furono necessari importanti restauri proprio a causa dei bombardamenti che fortunatamente non rovinano in maniera indelebile la bellezza e l’integrità del palazzo.

Oggigiorno Palazzo Reale è sinonimo di cultura, diventando di fatto il polo principale per importanti mostre di livello mondiale. Negli anni il museo ha ospitato esposizioni di Monet, Picasso, Manet e molti altri di ogni corrente artistica.

Consiglio fortemente una visita non solo per ammirare la mostra itinerante ma anche la stessa struttura interna che è una vera e propria opera d’arte.

4. Castello Sforzesco

Torre del Castello Sforzesco di Milano

Il Castello Sforzesco sorge poco fuori il centro storico della città e fu eretto nel XV secolo da Francesco Sforza Duca di Milano.

Nei secoli ha subito notevoli trasformazioni passando di mano in mano dagli Sforza, alla dominazione spagnola, alla famiglia Asburgo e, successivamente, all’era napoleonica.

Oggi la struttura è sede d’importanti istituzioni culturali e prestigiose mostre.

Negli anni il Casello è stato bistrattato dai milanesi perché visto come simbolo del dominio straniero. nel 1500 ad esempio era un deposito di munizioni in mano ai francesi; i cittadini, stanchi e offesi, decisero quindi di farlo esplodere provocando consistenti danni alle mura.

Sotto la dominazione spagnola, Carlo V trasformò la struttura in una residenza di una guarnigione con farmacia, ospedale, panetteria, botteghe e un’osteria.

Anche in questi anni i milanesi odiavano il Castello perché le spese di mantenimento erano a carico loro e non degli spagnoli.

L’astio continuò fino all’unità d’Italia. Nel 1893 iniziò l’opera di restauro sotto la direzione di Luca Beltrami che trasformò la struttura dandole l’aspetto che oggi tutti conosciamo.

Adiacente al Castello si trova il bellissimo Parco Sempione, il polmone verde della città. Qui potrai rilassarti durante una calda giornata estiva. La flora è molto ricca e varia, sono presenti due percorsi botanici dove si possono ammirare più di cinquanta specie di alberi.

Il parco però nasconde dei segreti, tra i maestosi cipressi e le magnolie aleggiano curiose leggende popolari.

Si dice che, nelle sere nebbiose, si possa sentire un profumo di violette che preannuncia la vista di una spettrale dama vestita con un lungo abito nero. Altre leggende narrano la presenza degli spettri dei catari bruciati vivi perché considerati eretici.

5. Pinacoteca di Brera

Cortile interno della Pinacoteca di Brera

Per tuffarti nell’arte non c’è nulla di meglio che visitare la Pinacoteca di Brera.

La struttura ospita la galleria nazionale d’arte antica e moderna, la biblioteca nazionale, l’osservatorio di Brera, l’Orto Botanico, l’Accademia di Belle Arti e l’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere.

Come altri edifici ha subito notevoli variazioni attraverso i secoli per i diversi domini della città.

All’interno, oltre alla magnifica opera architettonica che è l’edificio stesso, sono conservate opere di: Andrea Mantegna, Giovanni Bellini, Tintoretto, Bramantino, Donato Bramante, Raffaello Sanzio, Piero della Francesca e, tra i molti altri anche Caravaggio.

Nella struttura troverai anche 5000 metri quadrati dedicati all’Orto Botanico, voluto dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria nel 1774, dove oggi sono conservati circa 300 specie diverse.

6. Galleria Vittorio Emanuele II

Dettaglio della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano

La galleria è un collegamento pedonale tra Piazza Duomo e Piazza della Scala. Fin dalla sua inaugurazione vi furono eleganti negozi e locali che trasformarono la location in un ritrovo per la borghesia milanese, tanto da essere in breve tempo soprannominata il “salotto di Milano”.

La costruzione originaria risale al tardo 1800 ma negli anni ha subito notevoli variazioni a causa delle guerre. La galleria è, infatti, stata più volte distrutta, principalmente durante la protesta dello stomaco agli inizi del ‘900 e durante la Seconda Guerra Mondiale.

Ciò nonostante i restauri l’hanno sempre riportata al suo originale splendore. In quanto parte della vita mondana della città di Milano, la galleria viene citata in molte opere di grandi autori che la frequentarono, come Giovanni Verga, Luigi Capuana, Giuseppe Marotta e Alberico Sala.

All’interno si può trovare sul pavimento un mosaico che ritrae un toro impennato: la tradizione vuole che porti fortuna ruotare per tre volte col tallone del piede appoggiato sullo stemma. Il gesto in origine voleva essere uno scherno verso la città di Torino.

Percorrendo la galleria si possono inoltre visitare negozi e locali storici di Milano come: il Caffè Campari, la Libreria Bocca, il ristorante Savini e il Caffè Biffi, inaugurati nel 1867; la camiceria Cadè, del 1926; la coltelleria Mejana, del 1911 e il negozio d’abbigliamento dei fratelli Prada, del 1913.

7. Basilica di Sant’Ambrogio

Veduta della Basilica di Sant'Ambrogio di Milano

Il nome completo è…prendi un bel respiro…Basilica romana minore collegiata abbaziale prepositurale di Sant’Ambrogio, patrono della città di Milano.

È una delle chiese più antiche di Milano e sorge in Piazza Sant’Ambrogio. È considerata la seconda chiesa di Milano per importanza ma, questa basilica, ha anche un particolare interesse storico essendo una delle più vecchie strutture religiose.

Fu edificata tra il 379 e il 386, su una zona in cui erano stati sepolti molti cristiani martirizzati dalle persecuzioni romane, per volere del vescovo di Milano Ambrogio.

Una delle opere interne più conosciute è il Sacello di San Vittore in Ciel d’Oro; si trova nella piccola cappella, costruita in epoca paleocristiana tra il 316 e il 328, ancor prima della chiesa stessa, dal vescovo Materno per porvi le spoglie del martire Vittore.

La rilevanza e la fama artistica derivano dalla decorazione a mosaico sulle pareti del soffitto. I mosaici rappresentano a sinistra San’Ambrogio (tra San Gervaso e San Protaso) e a destra San Materno (tra San Nabore e San Felice). Nel punto più alto, al centro della cupola è riportato il mezzo busto di San Vittore.

Eccoti alcune curiosità da sapere prima di visitare questa chiesa:

  • Sul lato a sinistra della struttura, fuori dalla recinzione, è presente una colonna trasportata da un altro luogo non ben precisato. Su un lato di questa sono presenti due fori che, secondo una leggenda, sono la testimonianza di una lotta tra Sant’Ambrogio e il Diavolo; per questo viene chiamata la “colonna del Diavolo”. Pare che il demonio, cercando di ferire il santo con le corna, abbia colpito invece la colonna. La tradizione vuole che i fori odorino di zolfo e che appoggiando l’orecchio alla pietra si possano sentire i suoni dell’inferno.
  • All’interno della basilica, su una colonna di granito antico-romana, si trova il Serpente di Mosè. Secondo la tradizione la fine del mondo verrà preannunciata dalla discesa dell’animale dal suo luogo di riposo.
  • Dal 1866 ogni anno davanti alla basilica, si svolge il mercatino dell’usato chiamato Fiera degli Oh bej! Oh bej!, chiamato così per l’assonanza con le grida dei venditori. Si tiene la domenica successiva al 7 dicembre, la festa del santo patrono.

8. San Bernardino alle Ossa

Interno di San Bernardino alle Ossa di Milano

Una delle più particolari chiese, forse però meno conosciuta, è la chiesa di San Bernardino alle Ossa conosciuta anche come San Bernardino ai Morti.

Le origini della struttura risalgono al 1127, quando venne fondato l’ospedale di San Barnaba in Brolo. Tuttavia per ammirare la chiesa bisognerà aspettare fino al 1690.

Che cosa rende però questa chiesa degna di finire in questa lista?

Proseguendo lungo uno stretto corridoio, si accede all’ossario. Le pareti interne della struttura sono quasi interamente ricoperti da teschi ed ossa che appartenevano al vecchio ossario dell’edificio e ad un vecchio cimitero della città.

La volta che sovrasta la sala presenta un affresco di Sebastiano Ricci che rappresenta un trionfo di angeli in volo.

Secondo una leggenda ogni 2 novembre, il giorno dei morti, lo spirito di una bambina, i cui resti si trovano presso l’altare dell’ossario, si anima per trascinare altri scheletri in una macabra danza.

Cosa fare a Milano

Dopo tutte queste visite e a seguito della lunga giornata trascorsa tra le vie della città, vediamo cosa si può fare a Milano per rilassarsi, così che anche tu potrai sentirti un po’ milanese.

Una cosa importante da sapere: il capoluogo lombardo non si ferma mai, quindi dovrai correre per star al passo dei milanesi.

Qui la giornata inizia con un caffè, quindi al lavoro, un pranzo veloce, di nuovo lavoro con una pausa caffè, shopping, aperitivo, cena, serata con gli amici e poi tutti a casa.

9. Terrazza Aperol

Veduta da Terrazza Aperol di Milano

Terrazza Aperol è uno dei luoghi più in dove poter fare un aperitivo con vista sulle guglie del Duomo.

La location è un connubio tra la tradizione meneghina e la modernità. È la sede storica del Caffè Motta che contribuì a definire il design caratteristico dei bar italiani riconosciuto in tutto il mondo. Per anni è stato il luogo d’incontro per studenti, intellettuali e artisti.

Affacciato sulla piazza più famosa della città potrai sorseggiare degli ottimi cocktail, pasteggiando con piatti tipici della cucina milanese.

10. Bosco Verticale Milano

Grattacieli con Bosco Verticale a Milano

Vediamo cos’ha di così particolare questo palazzo dal nome curioso costruito nel 2014 e progettato dall’architetto Stefano Boeri.

Situato nel quartiere Isola, vicino alla stazione Garibaldi, è un complesso di due palazzi residenziali che ospita più di 2000 specie tra arbusti ed alberi. L’ambizioso progetto punta alla riforestazione della città con una visione unica e futuristica.

Un’opera del genere porta numerosi benefici alle due torri, oltre all’impatto urbano, la vegetazione crea un microclima che, generando umidità, filtra le poveri sottili ed attenua notevolmente l’impatto acustico.

Diversamente dalle strutture precedentemente descritte non è visitabile in quanto si tratta di residenze private, ma merita d’essere vista nella sua bellezza e complessità esterna.

11. Fuori Salone

Parco allestito in occasione del Fuori Salone

Milano è conosciuta come la città del design ed il Fuori Salone è l’evento annuale dove la metropoli diventa un’esposizione a cielo aperto.

Questa insolita manifestazione è, incredibilmente, nata spontaneamente nei primi anni ’80 grazie alle aziende del settore dell’arredamento e del design.

Le zone principalmente interessate sono: il centro, zona Tortona, Lambrate, la Fabbrica del vapore, Brera, Porta Romana, la Triennale, Porta Garibaldi, Corso Como e la zona di San Gregorio.

Per quest’occasione la città cambia aspetto diventando un museo che raccoglie centinai di espositori e centinaia di migliaia di visitatori da tutto il mondo.

12. ATMosfera Milano

Treno ATMosfera a Milano

Il tradizionale mezzo di trasporto della città è il tram gestito dalla compagnia ATM.

Da pochi anni si può vivere un’esperienza unica; ATM propone un itinerario speciale che unisce il piacere del palato con la bellezza della città di Milano.

Potrai cenare su un vecchio tram ristrutturato come ristorante e percorrere la meravigliosa cornice del Castello Sforzesco. Attenzione però, prenota con anticipo perché l’esperienza è richiestissima!

13. Aperitivo sui Navigli

Naviglio di Milano

Quando il sole comincia a tramontare per il milanese è ora dell’aperitivo e non c’è location più suggestiva che sorseggiare un buon cocktail in riva al Naviglio.

Un tempo questa zona era la sede di abili artigiani, oggi puoi trovare numerosi locali e ristoranti che propongono aperitivi e drink.

Camminando lungo il canale potrai imbatterti in artisti di strada e valicando i ponti accomodarti in uno dei locali per lasciarti servire e rilassarti.

Il Naviglio ospita la sede della Società Canottieri di Milano fondata nel 1890 ed è un luogo d’incontro per musicisti jazz dagli anni ’70 dove, musicisti di fama, si esibivano in irrepetibili jam session.

14. Via Monte Napoleone

Luminarie in Via Monte Napoleone di Milano

Via Monte Napoleone è considerata una delle zone più lussuose e uno dei maggiori centri per gli acquisti di alto livello. La via sorge seguendo l’antico tracciato delle mura romane, che a loro volta seguivano il corso del Seveso, che oggi scorre sotto il manto stradale.

Nel corso degli anni ha ospitato diversi illustri personaggi storici: lo scrittore Carlo Porta, il poeta Tommaso Grossi, pare che Giuseppe Verdi abbia composto proprio qui il Nabucco.

La via fu teatro delle Cinque Giornate di Milano durante l’insurrezione dei patrioti contro il dominio austriaco.

Oggi, invece, Via Monte Napoleone ospita numerosi negozi e saloni di prestigiose case di alta moda di livello mondiale, producendo il 12% del prodotto di tutta la città di Milano. È la zona perfetta per dedicarsi allo shopping sfrenato.

15. Quartiere Brera di Milano

Bar al Quartiere Brera di Milano

Adiacente alle mura del castello sforzesco si trova il quartiere di Brera, una delle location più caratteristiche e romantiche della città.

La zona, quasi interamente pedonale, affascina i visitatori di tutto il mondo per le sue strette vie affollate di negozietti e ristoranti.

Ogni terza domenica del mese si svolge il mercatino di Brera dove artigiani e antiquari espongono oggetti unici di altre epoche. Grazie all’accademia è una zona molto frequentata da artisti di ogni genere; non è insolito trovare pittori intenti a dipingere Milano sulla loro tela o musicisti impegnati in piccoli concerti live.

Cosa mangiare a Milano

Il capoluogo lombardo è la città della moda e del design ma è anche la patria di piatti squisiti.

Vediamo cosa si può mangiare nei prestigiosi ristoranti della metropoli.

16. Cotoletta alla milanese

Cotoletta alla milanese

La cotoletta alla milanese, spesso confusa con l’orecchia d’elefante, è un piatto tipico della tradizione milanese e consiste in una fetta di lombata di vitello con l’osso, impanata e fritta nel burro.

Il segreto di questo squisito piatto è il corretto dosaggio degli ingredienti.

Ad esempio: l’uso della mollica di pane bianco raffermo ma non vecchio per l’impanatura, la fiamma medio-bassa durante la cottura e un buon burro per la frittura.

Questo piatto è al centro di una disputa tra la cucina italiana e quella austriaca per rivendicarne l’autenticità. Pare che la cotoletta fosse già presente in Austria ma questa era infarinata e non impanata.

17. Risotto alla milanese

Risotto alla milanese

Il risotto è un primo immancabile nei menù dei ristoranti della città. Potrai trovarlo in moltissime varianti ma quella “alla milanese” è solo una.

Il piatto è condito con zafferano, burro, midollo di bue e formaggio grattugiato.

Pare che il risotto giallo non sia un’invenzione milanese, una ricetta simile appare, infatti, un manoscritto francese del 1370.

La paternità milanese si deve ad una leggenda del 1574, secondo la quale la figlia di Valerio di Fiandra, pittore che lavorava alle vetrate del Duomo, si sposò con un allievo del padre che creava composizioni con lo zafferano.

Fu durante uno scherzo in un banchetto matrimoniale che lo zafferano fu aggiunto nel risotto, regalando così alla città di Milano la celebre ricetta.

18. La Cassoeula

Cassoeula milanese

La tradizione vuole che nella cassoeula alla milanese vengano utilizzate, al contrario delle altre ricette lombarde, orecchie e musetto del maiale.

Gli ingredienti principali sono: le verze, colte esclusivamente dopo la prima gelata invernale; le parti meno nobili del maiale, come la cotenna, i piedi e le orecchie.

Era un piatto contadino che puntava a sfruttare ogni scarto durante i mesi invernali. Le origini del nome sono riconducibili alla tipica pentola in cui si prepara: la casseruola.

19. La Trippa

Trippa, piatto tipico milanese

Un altro piatto dalle origini umili è la trippa alla milanese o più comunemente chiamata “busecca”.

Era una ricetta che i contadini preparavano nelle occasioni importanti.

Tra gli ingredienti troviamo: carote, passata di pomodoro, ginepro, salvia, trippa, cipolle, pancetta, pepe, fagioli bianchi, sedano, chiodi di garofano, burro e parmigiano.

Il termine busecca deriva dalla parola buzzo (in dialetto lombardo busa) che significa pancia. Da qui il termine si è evoluto in busecca ossia “viscere”.

20. Panettone

Panettone milanese con canditi e uvetta

Il panettone è un dolce natalizio della tradizione lombarda.

Per i milanesi avere un panettone a tavola durante il periodo natalizio è d’obbligo e non solo, secondo una leggenda bisogna conservare del panettone fino a febbraio e mangiarlo il giorno di San Biagio per proteggere gola e naso dai malanni della stagione più fredda.

San Biagio era, infatti, un medico armeno, vissuto nel III secolo d.C. che, secondo le scritture, compì un miracolo quando una madre portò il figlio da lui per una lisca di pesce conficcata nella gola.

Il medico diede al ragazzo una grossa mollica di pane che rimosse la lisca.

Skyline di Milano


La presentazione sulla città di Milano è terminata, ora hai tutte le informazioni per visitare la città senza perderti nulla.

Goditi un giro per la città a piedi o sui tram cittadini che percorrono tutto il centro.

Se sei alla ricerca di un fantastico locale dove gustarti un buon aperitivo ti consiglio di dare un’occhiata a questo articolo: Aperitivo a Milano: i migliori locali dove farlo.

Mi raccomando, per confonderti con i milanesi: caffè, aperitivo e sempre di corsa!