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ragazzo nativo digitale

Nativi digitali Come coinvolgerli durante un meeting

In questo articolo ti spiegherò come superare il problema e coinvolgere i nativi digitali durante un meeting in azienda.

Ma prima di iniziare chiariamo un punto.

Chi sono i nativi digitali?

icona uomo con smartphoneTra gli anni ’90 e il 2000 il mondo digitale è diventato accessibile a tutti. Chi era bambino in quel periodo ha convissuto accanto a computer, cellulari e apparecchi elettronici.

Oggi, dopo circa vent’anni, quei bambini sono diventati adulti, o stanno per diventarlo. Ma non sono come i loro genitori: sono nativi digitali.

I nati tra la fine degli anni ’80 e la fine degli anni ’90, dunque, rappresentano la prima generazione di adulti cresciuta in un mondo informatizzato.

I nativi digitali considerano le apparecchiature elettroniche come un’appendice del proprio corpo. Hanno acquisito non solo la capacità di utilizzare i supporti informatici, ma anche di apprendere con facilità l’utilizzo di un nuovo strumento digitale. Quando li vedi destreggiarsi tra telefonini, computer, internet smartphone li guardi con un misto di ammirazione e di perplessità. Ti domandi: come fanno ad essere così bravi? Semplice: ci sono nati!

Le generazioni precedenti sono nate in un mondo analogico e si sono trovate loro malgrado a doversi adattare ad una realtà a cui non erano abituati. Chi è nato prima degli anni ’80 possiede una competenza informatica che si è sviluppata in età matura: fa quindi parte di una generazione di immigrati digitali.

Molti immigrati digitali hanno in genere poca dimestichezza con il computer, che considerano un’innovazione tutto sommato estranea. Questo comporta una certa difficoltà di comprensione tra le due generazioni.

Quando si organizzano meeting destinati ad un pubblico di nativi digitali e immigrati digitali, gestire questa frattura non è facile… o per meglio dire, non lo era!

Infatti, sei fortunato: questo articolo è scritto proprio da un nativo digitale. Ho 30 anni e sono nato in mezzo ai computer. Li uso da quando ero molto piccolo e quindi posso parlarti in prima persona delle difficoltà che noi nativi digitali abbiamo nel rapportarci con le generazioni “analogiche”.

Ti darò quindi 4 consigli che ti permetteranno di organizzare al meglio il tuo meeting coinvolgendo anche i nativi digitali.

Nativi digitali e meeting: 4 consigli da seguire

1. Non parlare dei bei tempi andati

icona telefonoLa cosa che noi nativi digitali odiamo di più delle generazioni precedenti sono le prediche:

“Voi giovani d’oggi siete superficiali!”

“Voi giovani d’oggi siete sempre attaccati al telefonino!

“Noi, quando eravamo giovani, eravamo meglio dei giovani di oggi! “

Il nostro mondo è molto diverso da quello delle generazioni che ci hanno preceduto. Oggi la nostra vita è in gran parte mediata dai mezzi digitali. Con i nostri amici usciamo e parliamo davanti a una bibita, ma in più ci chattiamo su Facebook, ci messaggiamo su Whatsapp e condividiamo le nostre foto su Instagram. Coltiviamo grandi amicizie e storie d’amore su questi canali.

Noi lo sappiamo benissimo e ce ne rendiamo conto. La generazione dei nostri genitori no, e spesso ci considerano come una massa di perditempo che perde la propria esistenza davanti allo schermo di un cellulare. Per di più, fenomeni estremi come il cyberbullismo non ci aiutano a fare capire la nostra visione del mondo, anzi si prestano ad essere interpretati come la prova che computer e cellulari “hanno rovinato i giovani”.

Tuttavia, noi siamo esseri umani come tutti gli altri. Gli adolescenti e i giovani hanno gli stessi desideri e aspirazioni da tempo immemorabile, ma quello che cambia sono i mezzi con cui le portano avanti. Di conseguenza, durante la riunione non dimenticarti mai del fatto che i giovani di oggi non sono poi tanto diversi dai giovani di ieri.

2. Fai presentazioni dinamiche

icona presentazioneNoi nativi digitali siamo abituati all’idea di poter ottenere informazioni in modo veloce. Quando eravamo bambini le prime enciclopedie digitali su CD avevano già un’ampia diffusione… e ti sto parlando di vent’anni fa! Adesso che Internet è alla portata di tutti, cerchiamo su Google alla ricerca delle nozioni che ci servono. Nella pagina di ricerca ci sentiamo a nostro agio come un verme nella mela. Date queste premesse, come credi che vediamo quelle noiosissime presentazioni che sembrano libri proiettati su uno schermo?

Dai retta a me: se organizzi un meeting per nativi digitali devi offrire un’esperienza dinamica e multimediale. Inserisci video, foto, filmati, animazioni e tutto ciò che possa mantenere alta la nostra attenzione. Altrimenti ci annoiamo e tiriamo fuori lo smartphone! Lo so, è maleducazione, ma certe volte le conferenze sono talmente noiose che il telefonino esce dalla tasca da solo!

Per evitare di vedere una platea di facce illuminate dalla luce fioca dei cellulari, ti consiglio di imparare come produrre presentazioni efficaci.

3. Chiedi un consiglio ad un un nativo digitale

icona chatI nativi digitali odiano trovarsi di fronte a gente matura che cerca di propinare loro patetiche imitazioni del loro mondo. Non c’è niente di più fastidioso di una persona di una certa età che si atteggia da giovane per piacere ai giovani.

Se non hai vent’anni, insomma, non giocare a fare il ventenne. Hai 40, 50, 60 anni o più? Benissimo: impara a capire il mondo dei nativi digitali, ma rimani te stesso. Questo ti renderà autorevole agli occhi dei giovani della tua platea.

Ma ora una domanda molto pratica: come fai a sapere se la presentazione è adatta ai gusti dei nativi digitali?

Molto semplice: conosci una persona dell’età giusta che può darti un giudizio? Sottoponigli il progetto del tuo meeting e regolati in base ai consigli che ti dà. Lo so, è strano che una persona matura chieda consigli ad un ragazzo con molta meno esperienza, ma è pur sempre alla sua “tribù” che ti rivolgi!

4. Colma la frattura tra i nativi digitali e immigrati digitali

icona stretta di manoNon sempre noi nativi digitali riusciamo a rapportarci serenamente con le generazioni più anziane.
La differenza d’età è causa naturale di incomprensioni e insicurezze.

  • Abbiamo paura di dire stupidaggini perché non abbiamo esperienza. Quindi non ci troviamo a nostro agio quando siamo di fronte a persone che possono avere anche il doppio dei nostri anni.
  • Abbiamo paura di sentirci incompresi dalla generazione “analogica”. Infatti noi viviamo in modo diverso perché siamo nati in una nuova realtà digitale che le persone di una certa età fanno fatica a comprendere.
  • Affrontiamo la vita con una consapevolezza diversa. Per noi il mondo non finisce dopo l’ultimo cartello della nostra città, e nemmeno al Brennero o a Lampedusa. Con un click possiamo arrivare in America, e subito dopo in Australia. Possiamo conoscere persone di qualsiasi paese quando più lo desideriamo, scambiandoci conoscenze ed esperienze. Di conseguenza, le nostre scelte sono spesso diametralmente opposte a quelle delle generazioni che ci hanno preceduto.

Capirai che è molto complicato organizzare un dialogo se si parte dal presupposto che ci sono 2 uditori divisi da una frattura generazionale. Certo, potresti spuntarla se organizzi una conferenza o un evento in cui il dialogo tra i partecipanti non è così importante. Se però il tuo obiettivo è organizzare un corso di formazione oppure un meeting aziendale, hai assolutamente bisogno di un metodo che riesca a coinvolgere i nativi digitali.

Per rompere il ghiaccio e instaurare un dialogo costruttivo tra le 2 generazioni, ti descriverò 2 esercizi che ti saranno utili se organizzerai un meeting con una platea composta da persone di età diverse.

  • La domanda rompi ghiaccio: inizia il meeting con una domanda non direttamente pertinente all’argomento principale, ma che possa coinvolgere tutti gli uditori. Per esempio: che bivio della vostra vita vi trovate ad affrontare in questo momento? Tutti possono rispondere a un quesito del genere. Le persone si inseriranno nella discussione più facilmente e ti sarà più semplice condurre il dibattito durante l’evento.
  • Lavoro di gruppo: un altro consiglio è quello di dividere i partecipanti in gruppi misti di 4-5 persone per fare dei lavori di gruppo. Mettendo insieme l’esperienza della nuova e della vecchia generazione sicuramente uscirà qualcosa di interessante. Non parlo solo di soluzioni ingegnose di problemi ricorrenti ma anche nuove collaborazioni e rapporti umani.

In conclusione

Quindi, che tu voglia organizzare una conferenza, un congresso o un meeting, questi sono i consigli da seguire per coinvolgere i nativi digitali nel tuo evento!

Se ne conosci altri o hai avuto esperienze dirette scrivicelo qui sotto nei commenti!

Michele Ghilardelli

Michele Ghilardelli

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