Per giocare a pallavolo è necessario avere fiducia nel proprio team e non mollare mai, anche quando tutto sembra andare per il verso sbagliato. Organizzare una volley challenge coi colleghi è il modo migliore per imparare a giocare di squadra!

Fare Team Building con la pallavolo? Una bella sfida a volley challenge è quello che ci vuole per testare l’affiatamento del proprio team work e imparare ad andare tutti nella stessa direzione.

Vediamo di cosa si tratta!

A ben vedere una sfida a volley (dall’inglese volleyball) è proprio ciò che può mettere insieme tutti quegli ingredienti che fanno di un gruppo una vera macchina da guerra!

Perché la pallavolo è importante per il gruppo?

icona schemaLa gara di volley challenge per il Team Building è una sfida che rientra nei giochi di gruppo per adulti: due squadre si affrontano in una partita di pallavolo pronte a cogliere tanti utili spunti per la crescita del gruppo!

Nella pallavolo è necessario passare da un assetto di difesa ad un’efficace proiezione offensiva, ricevendo e palleggiando per rimandare la palla nel campo avversario in massimo tre tocchi.

In più nella pallavolo ognuno deve dimostrarsi intercambiabile perché le posizioni nel campo ruotano e chiunque potrebbe trovarsi a difendere o attaccare.

Tutti battono, tutti prima o poi ricevono, tutti si trovano sotto rete per murare. Per tutte queste ragioni una sfida a volley (con qualcosa di simpatico in palio!) può rappresentare un’ottima metafora per iniziare a farsi qualche domanda sull’efficienza del proprio team di lavoro.

Dove giocare a volley e le regole di base

icona palla da volleyNormalmente la pallavolo è uno sport che si pratica in spazi al coperto (in un palazzetto o in una palestra) con un’altezza del soffitto dai 5 ai 7 metri.

Tuttavia è possibile praticarla anche outdoor in alcune sue varianti che non richiedono strutture imponenti ma possono essere fatte in spazi aperti come i parchi oppure in piscina, in spiaggia o ancora in un campo di erba sintetica.

Tra le alternative più divertenti del volley abbiamo il beach volley ma anche i nuovi arrivati biriball, smashball, sitting volley e firstball.

Si tratta di attività che possono valorizzare i meeting aziendali ed essere fattori di selezione quando cerchi una location ideale per eventi aziendali di Team Building. Vediamo alcune di queste varianti del volley:

  • Il beach volley è famoso almeno quanto la pallavolo, si pratica su sabbia, è molto spettacolare e acrobatico.
  • Il biriball è invece una variante da fare in piscina, molto sviluppata in Brasile.
  • Il firstball si gioca sull’erba sintetica usando una palla un po’ più pesante che nel volley (a cui è concesso di rimbalzare una volta a terra).
  • Lo smashball, avendo una rete bassissima, è praticato dai più piccoli e dà a tutti la possibilità di una bella schiacciata rumorosa.
  • Il sitting volley è un open sport, cioè aperto a normodotati e persone con disabilità. Si pratica da seduti ed ha un forte valore aggregativo perché può essere giocato davvero da tutti.

A pallavolo si gioca in 6 contro 6 distribuiti in due parti del campo divise dalla rete, la cui altezza può essere di 2,43 metri in gare maschili e 2,23 in quelle femminili, quindi non c’è possibilità di contatto fisico.

Ovviamente si può giocare anche in squadre miste o a livello amatoriale, in questo caso si sceglie l’altezza di rete più bassa. Per questo sport è necessario un pallone dalle caratteristiche di circa 60 centimetri di circonferenza e peso che va dai 260 ai 280 grammi.

pallavolo challenge

L’azione parte quando il battitore lancia la palla facendola arrivare nel campo opposto al di sopra della rete, se la palla punta verso una zona del proprio campo allora la squadra che riceve deve toccarla evitando di farla cadere a terra.

Ricevuta la palla, in non più di tre tocchi questa deve essere giocata e scagliata nel perimetro di gioco avversario in modo da aggiudicarsi il punto quando tocca il suolo.

Non è consentito al giocatore bloccare, trattenere la palla o toccarla più di una volta nella stessa giocata, in compenso la si può respingere con ogni parte del corpo.

Attualmente per vincere una gara è necessario fare 25 punti in un set (avendo almeno due punti di vantaggio sugli avversari, altrimenti si deve arrivare a 26 e così via) per aggiudicarselo.

Si possono avere un massimo di 5 set, il quinto set è chiamato tie break e si disputa se entrambe le squadre hanno vinto due set. In questo caso il punteggio da raggiungere è di 15 punti (sempre avendo almeno due punti di distacco sulla squadra avversaria).

Organizzazione di squadra e ruoli nella pallavolo

icona pallavoloPartiamo da questo: nella pallavolo come in pochi altri sport la squadra deve muoversi come un ingranaggio perfetto perché una mancanza di intesa renderebbe impossibile costruire una qualsiasi azione per andare a punti.

La fase difensiva è quella in cui la squadra, ricevuta dal campo opposto la palla, prepara un’azione per dar vita ad una fase offensiva in cui segnare il punto.

Oltre a condividere una buona forma fisica ed una comune passione sportiva, tutti i giocatori devono conoscere “i fondamentali” e cioè i tre tocchi base: palleggio, bagher e battuta. Nella pallavolo ognuno ha uno specifico compito dato dalla posizione in cui si trova e dalla sua predisposizione, ecco i ruoli:

  • Palleggiatore: è probabilmente il più tattico dei ruoli, a lui sono indirizzati tutti i passaggi che poi smista secondo la strategia di team. Il Palleggiatore deve avere capacità di lettura del gioco, precisione, abilità e conoscenza delle capacità individuali e degli schemi di gioco.
  • Centrale: deve essere dinamico, reattivo e alto di statura. Giocando al centro del campo è punto di riferimento sia in fase di attacco che come rinforzo in difesa.
  • Ala: posizionato a lato deve essere un buon difensore ma anche saper proiettarsi nella fase di attacco e all’occorrenza schiacciare. Data la complessità di questo ruolo, generalmente il Coach per bilanciare sia l’attacco che la difesa schiera un’ala con funzione di attacco e una di difesa.
  • Libero: è un ruolo ben riconoscibile dagli altri (infatti indossa una maglia di diverso colore) ed è specializzato nella difesa. Veloce e agile, spesso copre le zone più scoperte del proprio campo.
  • Opposto: deve saper supportare l’azione sia in fase di attacco che di difesa. Molto versatile, è detto “opposto” perché prende posizione al lato apposto del Palleggiatore.

Questi sono i ruoli che i membri del team di gioco possono assumere durante la gara.

pallavolo team building

In base allo schema più appropriato alcuni giocatori andranno a comporre una prima linea (votata all’attacco e alla difesa ravvicinata) ed altri la seconda linea (che serve per ricevere la palla dal campo avversario e indirizzarla con ordine alla prima linea).

Team Building e volley challenge

icona gioco di squadraIl Team Building consiste in tutte quelle attività che mirano a sviluppare una logica di gruppo attraverso il coinvolgimento del team in uno stesso progetto o esperienza.

Attraverso la condivisione degli obiettivi e degli sforzi si tende a creare legami e interazioni ludiche ed esperenziali che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi del team.

Si tratta di un momento formativo che vuole ampliare le performance aziendali utilizzando come metafora le dinamiche di un gruppo in una situazione di gioco.

Motivazione, appartenenza, fiducia reciproca sono però elementi comuni utili sia nel gioco che nello sviluppo professionale. Vediamo cosa accomuna i due contesti:

  • Capacità di problem solving, cioè lucidità nei momenti di sforzo e capacità di mantenere l’organizzazione mentale sotto stress.
  • Comunicazione interpersonale e coordinamento. Sul campo, come in ufficio, mantenere ruoli e dialogo costante aiuta ad ottimizzare le forze del gruppo ed evitare sovrapposizioni o mancanze.
  • Spirito di gruppo. Il team di lavoro condivide un obiettivo ed in base a questo sopporta sforzi e mette in gioco anche le proprie emozioni. Tutto ciò, nella vittoria come nella sconfitta rende il gruppo più unito.

Dunque, per il particolare spirito che questo sport riesce ad infondere nel gruppo, la pallavolo è una disciplina che si presta benissimo per far venire allo scoperto una personalità e creare momenti in cui difesa e attacco sono un unico progetto, dove però ognuno sfrutta le caratteristiche individuali.

Particolarmente importante è il momento del brief e del debrief. Il primo deriva dall’inglese “brief”, e indica il momento di incontro e riassunto degli obiettivi prima della gara.

Qui si comunicano le istruzioni e gli ordini operativi che dovranno essere eseguiti da ognuno per il raggiungimento della vittoria. Nel debrief invece si va a cercare, dopo l’esperienza vissuta, cosa dell’attività appena conclusa è andata secondo i piani e cosa invece va rivisto in chiave futura.

Nel debrief si cerca di capire a fine gara in quale misura gli obiettivi sono stati raggiunti, e se questo risponde a ciò che effettivamente si voleva raggiungere nel brief iniziale.

Nel contesto aziendale (come in gara) non solo è importante il raggiungimento di un punto o di un obiettivo, ma anche capire l’evoluzione nei comportamenti e le reazioni a situazioni impreviste. Ecco cosa un buon Coach guarda per giudicare la prestazione della sua squadra:

  • Se c’è stata chiarezza nei ruoli: ognuno ha un ruolo ed una responsabilità nel gioco di squadra, sono state percepite delle ambiguità negli ordini o delle sovrapposizioni durante il match?
  • Come migliorare il flusso comunicativo: la prestazione di ognuno è sottoposta al punto di vista dell’altro, è giusto confrontarsi a fine gara su eventuali critiche o dubbi.
  • Continuare ad accrescere la fiducia di gruppo: la consapevolezza di poter esprimersi senza che questo diventi “un processo contro qualcuno” ma sempre con lo scopo costruttivo, fa del gruppo uno spazio non percepito con timore e apprensione.
  • Sviluppare una visione comune: si sviluppa uno scopo condiviso cercando sempre più l’attenzione ai dettagli per migliorare la qualità.

È normale che durante l’attività in comune ci siano delle frizioni conseguenti a incomprensioni e momenti di conflitto? Certo che sì, una squadra è anche il luogo in cui certe problematiche si affrontano e si superano insieme.

Se c’è qualcosa che non è andato per il verso giusto allora bisogna parlarne in modo opportuno e onesto, cercando di essere quanto più possibile educati e senza divagare. Ecco un giusto modo per aprire un dibattito su un tema “caldo”:

  1. Descrizione del contesto in cui è avvenuto l’evento che ha creato malumore
  2. Qual è stato il comportamento, e chi ha commesso l’azione a cui ci si riferisce
  3. In cosa questo comportamento non fa bene o ha fatto sentire in difficoltà chi ne parla
  4. Suggerimento su quale comportamento si preferirebbe la volta successiva in una situazione simile

La FIPAV (Federazione Italiana Pallavolo) ha un’invidiabile tradizione pallavolistica e l’Italia è stabilmente nelle prime dieci squadre del ranking mondiale, sia nel maschile che nel femminile.

È quindi molto comune trovare colleghi o amici con un po’ di dimestichezza in questo sport! Allora perché non provare l’esperienza di una volley challenge?

Come abbiamo visto il Team Building non rappresenta soltanto un momento di svago e divertimento (che pure non devono mancare!) ma anche un momento di stretto contatto in cui è necessario costruire una volontà comune e rimuovere tutte le possibili cause di incomprensione.

Tra i vari tipi di Team Building questo è probabilmente quello che richiede più lavoro su strategia e tecnica, nel rispetto delle regole del gioco e osservando i comportamenti dei migliori.

Non è forse questa la direzione da percorrere tutti insieme?

Guarda qui tutte le migliori location per team building in Italia


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Vivi un’esperienza di questo tipo con i tuoi colleghi e poi commenta com’è stato!