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Cos’è l’ospitalità?

Cos’è l’ospitalità?

Iniziamo il nostro blog da qui, parlando di ospitalità e cercando di capire cos’è e soprattutto comprendere quando questa sia autentica.

Nel nostro Belpaese siamo cresciuti con il culto dell’ospitalità italiana tanto da etichettare l’ospite come “sacro”, ma è veramente così? Siamo veramente ospitali? O lo siamo solo quando ci conviene?

Intanto cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sul termine “ospitalità” cercando di capirne il significato.

Su wikipedia troviamo alla voce ospitalità: l’atto di accogliere nella propria casa o paese qualcuno che normalmente non ci vive.

Personalmente credo che l’ospitalità non sia solo un “atto”, ma che sia in realtà un atteggiamento, una propensione personale a compiere questi “atti” di ospitalità verso chiunque ci rechi visita.

Dico questo perché ho riscontrato qualche volta che alcune persone siano ospitali solo dove c’è un flusso di denaro verso se stessi.

Cerco di spiegarmi meglio, è abbastanza normale che un albergatore sia attento e disponibile nei confronti di un cliente (colui che porta denaro), anche se talvolta si incontrano persone che nemmeno nei confronti dei clienti siano particolarmente accoglienti.

È un po’ meno scontato incontrare un manager alberghiero o un titolare d’hotel che lo sia con i propri collaboratori e tantomeno con i fornitori (coloro che chiedono denaro). Sì, capisco che oggi siamo super impegnati e veniamo sempre più spesso tempestati di telefonate da parte di qualcuno che desidera venderci qualcosa, ma questo non significa che non possiamo rispondere sempre con gentilezza.

Se l’accoglienza e l’ospitalità è un atteggiamento che ci appartiene possiamo sempre usare dei “no” garbati. Purtroppo però, spesso non è così e quella che dovrebbe essere un’autentica ospitalità alberghiera altro non è che una rappresentazione comportamentale di un sentimento che non c’è.

Come dovrebbe essere l’ospitalità autentica?

Credo che l’ospitalità si una qualità, che soprattutto in Italia dobbiamo riscoprire e sviluppare, dovrebbe diventare a mio avviso il nostro punto di forza, è un atteggiamento che dimora nel nostro dna, ed anche se lo abbiamo dimenticato, possiamo e dobbiamo risvegliarlo ed esercitarlo.

Non può esserci ospitalità vera solo quando sono gli interessi economici a motivarci, ma dovrebbe essere una condotta di vita che ha nel risultato economico un benefico effetto collaterale e non come propulsore del comportamento.

Da piccolo i miei genitori, che avevano una gelateria, mi hanno insegnato e soprattutto mostrato che quando un cliente entrava nella nostra gelateria e chiedeva un bicchiere d’acqua del rubinetto,  gli veniva naturalmente offerta gratuitamente, la stessa cosa se doveva andare in bagno.

Come si fa a negare un bicchier d’acqua a un assetato?

Oggi se devi andare in bagno devi quantomeno bere un caffè. Certamente lo faccio anch’io, bevo sempre un caffè, ma solo per ricambiare un gesto di cortesia. Mi piacerebbe però, il giorno che mi trovassi in giro senza il portafogli poter andare in bagno senza essere guardato male.

L’ospitalità non ha sguardi di disapprovazione per colui che non ti porta denaro, l’ospitalità è un sorriso e il piacere di farti sentire a casa.

Concludo questo articolo con un invito a tutti coloro che sopraffatti dai mille impegni faticano a prestare la giusta attenzione al prossimo nel fare qualche sforzo in più e a tutti coloro che già accolgono i clienti e fornitori con la medesima cortesia a farlo ancor di più.

Oggi se desideriamo avere più turisti, più congressi e più ospiti in Italia credo che questo sforzo tocchi a tutti noi.

Fabrizio Cornalba

Fabrizio Cornalba

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