Vuoi realizzare un evento inclusivo e cerchi consigli su come fare? Questo articolo è pensato proprio per chi, come te, è a caccia di spunti su come organizzare una festa LGBTQ+ friendly.

Quali sono i particolari che fanno la differenza? Come far sentire a proprio agio tutti gli ospiti? In che modo si crea un’atmosfera divertente e accogliente?

Queste sono alcune domande comuni alle quali proviamo a rispondere senza indugio.

Festa LGBTQ+: parola d’ordine ‘inclusività’

Non ci sono regole inderogabili per organizzare un evento Gay Pride di successo, eccetto una: essere totalmente inclusivi.

Ciò significa che chi organizza una festa LGBTQ+ deve prestare attenzione a dettagli che, se trascurati, possono causare disagio agli ospiti. Un chiaro esempio sono i pronomi. Già nel 2016 l’agenzia J. Walter Thompson rilevava che il 56% dei giovani statunitensi, appartenenti alla Generazione Zeta, aveva fra le proprie conoscenze persone che usavano pronomi neutri rispetto al genere, o comunque diversi da “lui” e da “lei”.

Ciò avveniva quasi sette anni fa! Negli ultimi tempi tale tendenza si è accentuata, superando l’Oceano e sbarcando anche in Italia.

In un evento gay friendly, in senso esteso, le persone non binarie devono sentire rispettata la loro identità di genere. Come? Per esempio, l’organizzatore potrebbe fornire agli invitati una targhetta/badge con nome, oppure alias, e pronome desiderato.

Foto di Pete Curcio da Pixabay

Servizi igienici gender free

Qualche anno fa il New Yorker dedicò un articolo sulla classificazione dei bagni pubblici.

La giornalista Jeannie Suk affrontò la questione dal punto di vista delle persone intersessuali, transessuali e transgender, discriminate dalla separazione binaria uomo/donna, cogliendo anche lo spunto per stigmatizzare ogni forma di ‘rigurgito’ di patriarcato.

La Suk avvertiva: “I servizi igienici saranno nel prossimo futuro i nuovi campi di battaglia per le questioni di genere e di sessualità”.

La sua affermazione è stata profetica e dal 2019 si è acceso anche in Italia, a livello scuola e università, il dibattito sui ‘bagni inclusivi’ come segno tangibile dell’integrazione delle persone LGBTI e contro l’omotransfobia.

Se organizzi una festa LGBTQ+ dovrai prevenire le esigenze delle persone, a prescindere dal genere e dalla situazione. Ciò vale anche quando gli ospiti usano la toilette del locale. Un bel problema, dal momento che nella maggior parte delle location i bagni sono progettati in maniera standard.

Una soluzione alternativa potrebbe essere usare delle etichette grafiche, con diciture originali, per rinominare le toilette così da mettere gli ospiti nelle condizioni di accedere a un bagno non discriminatorio, anche se non esattamente corrispondente alla loro identità.

Festa LGBTQ+: entra nel mood arcobaleno!

L’arcobaleno è il simbolo della comunità LGBTQIA+. La Rainblow Flag accompagna le manifestazioni per i diritti civili da decenni, in ogni parte del globo.

Oltre a rappresentare la speranza in un mondo più giusto per tutti, i colori dell’arcobaleno, accesi e vivaci, si prestano a essere usati per decorazioni tematiche, accessori di abbigliamento e anche per ricette speciali.

Segnaposti con bandierine, festoni e luci a neon sul tema arcobaleno sono di gran moda nei party LGBTQ. Così come è una buona idea inserire dei richiami più o meno simbolici nel buffet: una torta Rainbow e caramelle multicolore (le Smarties sono perfette allo scopo) sono sia decorative, che celebrative.

cuore arcobaleno festa pride
Foto di Susan Cipriano da Pixabay

Playlist per festa LGBTQ+: orgoglio e divertimento

La musica è parte integrante di qualsiasi tipo di festa. Il movimento LGBTQ ha sempre usato questa forma d’arte per rivendicare il proprio diritto a manifestare e per richiamare la necessaria visibilità.

Negli ultimi anni artisti e gruppi musicali hanno accolto tale esigenza e si sono fatti portavoce del messaggio “Love is Love”.

Sono tantissimi i cantanti che hanno celebrato la libera espressione della personalità e dei sentimenti: quali scegliere? La playlist perfetta dipende dal target del pubblico, in particolare dalla fascia d’età, ma un buon mix fra pezzi da ballare e pezzi lenti creerà le vibrazioni giuste per rendere la serata speciale.

Top Ten musicale per evento LGBTQ

Ci siamo divertiti a selezionare un elenco di canzoni molto amate dalla comunità queer e gay, spaziando nei generi musicali: dai classici del pop/rock alla musica leggera italiana.

  • True Colours – Cindy Lauper

Vincitrice di un Grammy e con milioni di copie vendute, questa ballata pop ha un messaggio esplicito: “Vedo i tuoi veri colori / Ed è per questo che ti amo / Quindi non aver paura di mostrarlo / I veri colori sono belli / Come un arcobaleno”.

  • Supermodel (You Better Work) – RuPaul

Una traccia iconica, firmata da RuPaul, ideale per rompere il ghiaccio. Il testo ironico e la musica house/dance pop sono la miscela perfetta per iniziare la festa con il classico brano ‘riempi pista’.

  • I’m Coming Out – Diana Ross

Si racconta che il pezzo sia stato scritto da Nile Rodgers per Diana Ross nel 1980, dopo aver visto l’esibizione canora di alcune Drag Queens in un club di New York. Da allora, questa canzone funky-dance è diventata una hit, oltre che un inno di incoraggiamento al coming out LGBTQ+.

  • I Want to Break Free – Queen

Un pezzo dei Queen, con l’inconfondibile voce di Freddy Mercury, non può mancare in una playlist Pride LGBTQ+. Questo in particolare invita all’emancipazione data dalla libertà di scelta, anche in amore (anzi, soprattutto in amore!).

  • Y.M.C.A. – Village People

Un balletto iconico, un gruppo inconfondibile: dagli anni 70 del secolo scorso YMCA risuona nei parties. Scanzonato e liberatorio il pezzo invita a mettere da parte la tristezza per lasciarsi andare ai festeggiamenti.

  • Sei bella davvero – Motta

Le parole di un cantautore per esprimere il coraggio di essere sé stessi: una ragazza transgender che si ribella attraverso il ballo. Un percorso verso la consapevolezza, per diventare chi si vuole essere realmente. “​Per chi non sa che anche stasera​ h​ai gli occhi rossi​ ​e che quando va via il sole​ ​vuoi ballare​ ​a tutti i costi”.

  • Dancing Queen – ABBA

La musica degli ABBA ha il potere di passare indenne le mode del tempo, senza perdere mai la capacità di trascinare le persone a ballare. Così è anche per Dancing Queen che è diventata l’inno di generazioni di ‘regine danzanti’ nella comunità gay e LGBTQ+.

  • Love is Love – Culture Club

“L’amore è amore”: più chiaro di così! Lo cantavano anche i Culture Club di Boy George nel 1984. Un messaggio che è arrivato potentissimo fino ai nostri giorni. A quasi 40 anni dall’uscita del disco, il pezzo è sempre attuale e molto orecchiabile.

  • Le ragazze di Porta Venezia – Myss Keta

“Siamo ragazze, siamo donne, siamo il mistero / E non ci dire cosa fare / Noi non la faremo”. Una netta celebrazione del “Girl Power e dell’indipendenza femminile.

  • Tanti auguri – Raffaella Carrà

Un invito al “Make Love Not Warleggero e divertente: “Ma girando la mia terra / Io mi sono convinta che / Non c’è odio, non c’è guerra / Quando a letto l’amore c’è / Com’è bello far l’amore da Trieste in giù”. La canzone di Raffaella Carrà è perfetta per scatenarsi in pista.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Festa LBTQ+ a tema: sì oppure no?

Le feste a tema sono sempre un azzardo! Bisogna conoscere a fondo gli interessi della propria comunità per scegliere un argomento che incontri i gusti delle persone e le mode del momento.

Come muoversi per evitare errori? Innanzitutto, è bene documentarsi prendendo spunto dalle feste a tema per adulti e quindi fare indagini per capire il reale interesse verso uno specifico tema.

Stai in ascolto sui social e cerca di intercettare i sentimenti del pubblico target, crea sondaggi su Facebook, rileva le opinioni tramite mailing list. Infine, se possibile, verifica nelle associazioni locali se ci sono particolari desideri relativamente a una festa LGBTQ+ a tema.

Nel caso le ricerche non dessero riscontri, opta per una festa a tema libero e raccogli durante l’evento le informazioni necessarie per profilare il pubblico e proporre successivamente un party tematico.

Promuovi per tempo e raccogli feedback

Per la promozione è necessario il giusto tempismo. È una regola basilare che vale per qualsiasi tipologia di evento, non soltanto per una festa LGBTQ+.

Partire troppo in anticipo rischia di essere controproducente, perché le persone nel dubbio sono portate a rispondere “Sì”. Partire troppo a ridosso non lascia spazio per eventuali azioni di ‘promozione booster’, tipo pubblicità a pagamento.

Dopo aver fissato la data, stabilisci il budget e pianifica le attività promozionali come:

  • Volantini e manifesti
  • Evento Facebook
  • Invio mailing list (dell’organizzatore e/o del locale)
  • Ads Instagram

Crea degli hashtag per la serata e chiedi ai partecipanti di postare le loro foto e di taggare il locale.

La sera dell’evento raccogli gli indirizzi e-mail dei partecipanti o chiedi il loro profilo Facebook/Instagram, in modo tale da restare in contatto e da poter mandare un questionario post-evento.

L’analisi incrociata dei dati della promozione e di quelli provenienti dal feedback ti permetteranno di misurare il successo dell’evento.

Conclusioni

In conclusione, per una festa LGBTQ+ non esistono ingredienti segreti: rispetto, piacere di stare insieme e pianificazione sono alla base di qualsiasi tipo di party di successo.

Se decidi di affidarti a professionisti, o se scegli una location specializzata, fai subito e chiaramente presenti tutte le esigenze dei tuoi ospiti. E poi pensa solo a rilassarti!

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